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Rouen: chi erano i due terroristi che hanno ucciso Padre Jacques

Rouen: chi erano i due terroristi che hanno ucciso Padre Jacques

Nati in Francia, si erano radicalizzati in pochi mesi e sognavano la jihad come mostrato in un video. Entrambi erano noti agli 007 francesi

Rouen: chi erano i due terroristi che hanno ucciso Padre Jacques
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I due killer di padre Jacques Hamel in Francia compaiono in un video in cui promettono fedeltà all’Isis.

Rouen: chi erano i due terroristi che hanno ucciso Padre Jacques
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Una immagine di Adel Kermiche, uno dei due attentatori della chiesa vicino Rouen (Francia), 26 luglio 2016.

Rouen: chi erano i due terroristi che hanno ucciso Padre Jacques
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Una foto di Abdel Malik Petitjean, uno dei due attentatori di Rouen

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Una foto di Abdel Malik Petitjean, uno dei due attentatori di Rouen

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, polizia sul luogo dove due assalitori hanno preso ostaggi in una chiesa.

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La chiesa di Saint Etienne du Douvray, dov’è stato sgozzato il sacerdote.

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, polizia sul luogo dove due assalitori hanno preso ostaggi in una chiesa.

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, polizia sul luogo dove due assalitori hanno preso ostaggi in una chiesa.

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, polizia sul luogo dove due assalitori hanno preso ostaggi in una chiesa.

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, il fermo di un presunto domplice dei due terroristi che hanno assaltato la chiesa, uccidendo un sacerdote

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, il fermo di un presunto domplice dei due terroristi che hanno assaltato la chiesa, uccidendo un sacerdote

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Saint-Etienne du Rouvray, poliziotti vicino alla chiesa dove due terroristi hanno ucciso un sacerdote

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Saint-Etienne du Rouvray, poliziotti vicino alla chiesa dove due terroristi hanno ucciso un sacerdote

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Saint-Etienne du Rouvray, poliziotti vicino alla chiesa dove due terroristi hanno ucciso un sacerdote

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Saint-Etienne du Rouvray, poliziotti vicino alla chiesa dove due terroristi hanno ucciso un sacerdote

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Padre Jacques Hamel, ucciso da due uomini che hanno fatto irruzione a Rouen mentre stava celebrando la messa.

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Agenti fuori dal municipio di Saint-Etienne-du-Rouvray, dopo l’atacco di due terroristi in una chiesa

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Il presidente francese Francois Hollande a Saint-Etienne-du-Rouvray dopo l’attacco di due terroristi in chiesa

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Il presidente francese Francois Hollande a Saint-Etienne-du-Rouvray dopo l’attacco di due terroristi in chiesa

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Padre Jacques Hamel vittima dei teorroristi in Francia

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, polizia sul luogo dove due assalitori hanno preso ostaggi in una chiesa.

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, polizia sul luogo dove due assalitori hanno preso ostaggi in una chiesa.

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, polizia sul luogo dove due assalitori hanno preso ostaggi in una chiesa.

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, polizia sul luogo dove due assalitori hanno preso ostaggi in una chiesa.

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Saint-Etienne du Rouvray, Francia, polizia sul luogo dove due assalitori hanno preso ostaggi in una chiesa.

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Forze dell’ordine all’esterno della chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvrau, vicino Rouen, dove un ostaggio Ë stato ucciso, in un fermo immagine tratto da Sky.

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Forze dell’ordine all’esterno della chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvrau, vicino Rouen, dove un ostaggio Ë stato ucciso, in un fermo immagine tratto da Sky.

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L’esterno della chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvrau, vicino Rouen, dove due uomini tengono in ostaggio il parroco, due suore e dei fedeli, in un fermo immagine tratto da Sky.

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La chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, in un fermo immagine tratto da Sky.

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La notizia dell’assalto alla chiesa di Rouen, su Twitter

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La notizia dell’assalto alla chiesa di Rouen, su Twitter

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La notizia dell’assalto alla chiesa di Rouen, su Twitter

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GEOFFROY VAN DER HASSELT/AFP/Getty Images)

Fiori in memoria del sacerdote ucciso a Saint-Etienne-du-Rouvray, in place de la Republique a Parigi

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Fiori in memoria del sacerdote ucciso a Saint-Etienne-du-Rouvray, in place de la Republique a Parigi

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Una Messa in suffragio del sacerdote massacrato in chiesa a Saint-Etienne-du-Rouvray

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La piazza del municipio di Saint-Etienne du Rouvray

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Donne in raccoglimento di fronte al municipio di Saint-Etienne du Rouvray

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L’arcivescovo di Rouen Dominique Lebrun con il Presidente francese Francois Hollande

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Candele e fori di fronte al municipio di Saint-Etienne du Rouvray

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Fori di fronte al cancello dell’abitazione del sacerdote ucciso a Saint-Etienne du Rouvray mentre celebrava la Messa

I due killer di padre Jacques Hamel in Francia compaiono in un video in cui promettono fedeltà all’Isis. Il video è stato realizzato dall’agenzia di stampa del califfato, Amaq. I due parlano in arabo riferendosi ad Abu Bakr al-Baghdadi, uno di loro tiene in mano un laptop che mostra la bandiera nera dell’Isis. 

– LEGGI ANCHE: Chi era il sacerdote sgozzato dai terroristi

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I due terroristi erano nati in Francia e abitavano a due passi dalla chiesa ma durante l’attacco parlavano in arabo e, secondo il racconto di alcuni testimoni, al loro ingresso in chiesa avrebbero urlato “Daesh” o “Allah Akbar”. 

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Rouen. Saint Etienne du Rouvray: ostaggi in chiesa. Prete sgozzato | video

In libertà vigilata

Gli inquirenti francesi non lo hanno detto chiaramente ma da quanto trapela sui media si capisce che i due terroristi sono figli di immigrati musulmani. Uno dei due, Adel Kermiche, aveva 19 anni ed era ben noto ai servizi anti-terrorismo francesi perché l’anno scorso per due volte aveva tentato di raggiungere la Siria per unirsi alla jihad e per due volte era stato arrestato. La prima a Monaco e la seconda, in compagnia di un altro ragazzo A.E.M., all’aeroporto di Ginevra il 14 maggio 2015, dopo essere stato respinto dalla Turchia. Rinchiuso per alcuni giorni nel carcere ginevrino di Champ-Dollon era poi stato estradato in Francia, dove era stato in prigione per un anno. Rilasciato il 22 marzo scorso, era stato posto in libertà vigilata con il braccialetto elettronico ma poteva uscire di casa ogni giorno dalle 8.30 alle 12.30.

La radicalizzazione

Suo fratello invece sarebbe riuscito ad arrivare in Siria e si troverebbe lì tutt’ora. In un’intervista pubblicata un anno fa su La Tribune de Geneve sua madre aveva raccontato che il “detonatore” della sua radicalizzazione era stata la strage al settimanale satirico Charlie Hebdo. “A partire da gennaio 2015 (mese dell’attentato), da che era un ragazzo allegro, gentile, amante della musica e delle uscite con gli amici, ha iniziato a frequentare assiduamente la moschea”, aveva raccontato la donna, un’insegnante, aggiungendo che in meno di tre mesi si è radicalizzato. “Diceva che in Francia non si poteva osservare tranquillamente la sua religione, parlava con delle espressioni che non gli appartenevano, era come stregato”, ha aggiunto.

Il secondo terrorista

Si chiama Abdel Malik Petitjean, aveva 19 anni al pari del suo complice Adel Kermiche ed era originario della Savoia, non della Normandia come era invece stato riferito in un primo momento, il secondo terrorista formalmente identificato e che venne segnalato agli 007 francesi dalle autorità della
Turchia. Secondo informazioni raccolte da France Info quella segnalazione è però arrivata “troppo tardi per permettere di fermarlo” in tempo. Individuato dagli 007 turchi il 10 giugno scorso, lo jihadista francese verrà segnalato 15 giorni dopo ai servizi di intelligence transalpini (Dgsi). Il ragazzo residente in Savoia viene schedato con la  lettera ”S” degli individui a rischio il 29 giugno. Una procedura che al suo rientro avrebbe dovuto permettere di far scattare immediatamente l’allarme e consentire, dunque, di fermarlo in tempo. La realtà, purtroppo, è un altra. Il futuro attentatore della chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray era già rientrato tranquillamente in Francia dall’11 giugno, prima ancora, dunque, che venisse inserito nella black list della radicalizzazione. 

Il sogno della jihad

“Io e mia moglie abbiamo tentato di fermarlo dicendogli che quello non era l’islam”, continua il padre. In comune tutti questi giovanissimi francesi di seconda generazione avevano il sogno della jihad. Secondo i familiari di uno dei due terroristi progettava l’attacco da tempo, da almeno due mesi. “Ne parlava in continuazione. Uscendo dalla moschea, mi ha detto: ‘Sul Corano e sulla Mecca, attaccherò una chiesa’. Giuro che non ci ho creduto”. Un’altra conoscenza di uno dei killer ha spiegato che era suo “compagno di collegio, il Paul Eluard, a sud di Rouen. Era un ragazzo come noi e non comprendo perché l’abbia fatto”. (ANSA)

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