Quasi un italiano su cinque definisce come ideale una relazione aperta, che preveda sesso al di fuori della coppia. A dirlo è una nuova ricerca che Panorama pubblica in anteprima. Il dato è in crescita tra gli under 40: il 28 per cento è convinto che l’intera società possa trarre beneficio dalla «non monogamia». La premessa però è un accordo tra i partner, così si evita di cadere nel tradimento.
Lui, lei, l’altro. O gli altri. E no, non state lì a storcere il naso, o se dovete farlo non affrettate le conclusioni: non parliamo delle solite scappatelle estive, del clima torrido che surriscalda le emozioni, di bollori fedifraghi da sfogare sotto le lenzuola (si spera con il condizionatore al massimo). Quella è la preistoria, l’anticaglia delle corna. Qui il concetto si fa sottile, l’infrazione alla norma bella grossa: si ragiona di istituzionalizzare una relazione non monogama. Di spalancare matrimoni e fidanzamenti, acconsentire che il partner ne abbia una pluralità, saltuari oppure occasionali. E, certo, godere dello stesso privilegio. Se d’infedeltà si tratta, è alle liturgie della coppia classica. Se di tradimento si vuole discutere, è al tubare blindato, al passo a due del sesso che osteggia, anzi vieta, intrusioni e allargamenti.
«Condividere è il nuovo trend in fatto di amore?» è la domanda che si è posta Ashley Madison (Ashleymadison.com), la piattaforma da 75 milioni di iscritti in 52 Paesi che un sovraccarico di malizia ce l’ha nella missione: dà una mano a chiunque sia a caccia di affari extraconiugali. Aiuta a passare dalla pulsione a un suo sfogo impenitente.
La risposta al quesito arriva da una ricerca commissionata dal sito e condotta su quasi 4 mila persone, con un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Panorama è in grado di anticiparne i risultati: quasi un quarto dei nostri connazionali, il 22 per cento, è pienamente convinto che la società possa «trarre beneficio dal passaggio a uno stile più aperto di monogamia/non monogamia». Il dato sale al 28 per cento tra Generazione Z e Millennial: giovani e anche non giovanissimi, giacché tiene dentro i quarantenni o quasi. Non proprio imberbi curiosi alle prese con i primi sussulti del cuore e le schizofrenie degli ormoni. Il triangolo sì che gli italiani hanno preso a considerarlo. E pure il quadrato, il pentagono e geometrie assortite di un piacere multilaterale. Il 18 per cento va oltre: confessa di preferirlo. Di bramarlo. Definisce come ideale «una relazione romantica seria con anche attività sessuale esterna alla coppia». Oppure, «nessuna relazione romantica seria, ma uno o più partner occasionali quando ne ho voglia». Un’ode alla libertà o al libertinismo.
Le ragioni di tale propensione, passione per l’edonismo sospinto a parte, le leggete nelle percentuali riassunte in queste pagine. La convinzione, sulla carta, è che si vivrebbe meglio, tutti più rilassati e appagati. Dal punto di vista teorico, non è inesatto: «Varie ricerche internazionali confermano che una forma di rapporto aperto dà a un uomo e una donna la possibilità di esprimere maggiormente le fantasie, incrementando l’autostima sessuale» conferma Marta Giuliani, psicologa e psicoterapeuta, socia fondatrice della Società italiana di sessuologia. «È un effetto» aggiunge «i cui riflessi ritornano in modo dirompente all’interno della coppia. Si abbattono noia e routine, vengono inseriti nuovi stimoli, come quello di vedere il partner come un soggetto sessuale attivo, da riconquistare».
Insomma, vale il vecchio adagio: chi si fa l’amante poi si riavvicina al marito o alla moglie. Schivando però l’imbroglio del tradimento, perché l’altro è del tutto consapevole di cosa sta succedendo. «L’elemento chiave è la comunicazione, parlarsi di continuo». Anche per vincere i pregiudizi dell’esterno: «In tanti vedono le coppie non monogame come disimpegnate, incapaci a separarsi per non piombare nella solitudine. Non è così: cambiano i confini e le norme che li stabiliscono. Il tradimento avviene se non si rispettano quelle regole». Tra le tante possibili: solo incontri sporadici con persone diverse, mai più di una volta con la stessa; più uscite, ma unicamente sessuali, con la medesima persona (l’amante fisso, per semplificare); è ammesso un coinvolgimento emotivo con un soggetto esterno alla coppia. Dall’amore verso il poliamore.
«Dal momento che si tratta di una scelta presa alla luce del sole, ed entrambi i partner sono d’accordo sui limiti da non oltrepassare, può aggiungere qualcosa alla relazione invece di toglierla» sottolinea Tammy Nelson, autrice del libro Open monogamy: A guide to co-creating your ideal relationship agreement («Monogamia aperta: una guida per co-creare il vostro accordo di relazione ideale»). «I matrimoni e le unioni» riflette Nelson «crescono e si sviluppano attraverso varie fasi, e anche gli accordi di monogamia dovrebbero essere soggetti a cambiamenti. Assicuratevi di incontrarvi e discuterne regolarmente, invece di dare per scontato che il vostro partner voglia sempre le stesse cose che volete voi, mentre entrambi crescete e vivete nuove fasi della vostra relazione. Se rinnoviamo la patente per guidare un’auto, perché non rinnovare la nostra monogamia?». Al centro di tutto, in sintesi, deve esserci il consenso reciproco. Una disponibilità, una leggerezza, una capacità di spezzare l’ortodossia dell’educazione tradizionale, andare contromano nella morale, affrancarsi dai precetti della religione. «Una persona che non sente adatta a sé uno stile relazionale di questo tipo, non ne vivrà i risvolti positivi, ma patirà una serie di emozioni e sensazioni difficili da gestire come l’ansia, la paura e una forte gelosia» avverte Giuliani.
La non monogamia, la monogamia aperta, la coppia fluida, o in qualunque altro modo la si voglia chiamare, ha senso se è un bisogno condiviso da entrambi i partner. Non è alta infedeltà, ma fedeltà ai propri desideri.