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Tutte le star (senza veli) catalogate dal «Signor Pelle»

Tutte le star (senza veli)  catalogate dal  «Signor Pelle»

Lui si chiama Jim McBride, ma tutti in rete lo conoscono come «Mr. Skin», il fondatore dell’omonimo sito Mrskin.com. Una sorta di Youtube che raccoglie e divulga tutte le scene di nudo delle celebs nei film. «Non è un sito porno» dice a Panorama, «io propongo solo immagini d’autore».


Léa Seydoux giace su un lettino, i seni e il pube in bella mostra, mentre Viggo Mortensen aziona bisturi robotizzati che le taglieranno la pelle. È la più lunga scena di nudo di Crimes of the Future, il nuovo film di David Cronenberg che uscirà in sala il 24 agosto. Agli utenti di MrSkin.com, il sito che cataloga tutti o quasi i nudi della storia del cinema, importa poco che nella nuova opera del regista di film come La mosca e La promessa dell’assassino, la chirurgia sia diventata il nuovo sesso. A loro basta ammirare il corpo della Seydoux, che appare senza veli in un’altra sequenza abbracciata a Mortensen, e non a caso è inserita nella Hall of Fame del sito: l’attrice francese, ultima Bond Girl in No Time To Die, al cinema si è spogliata innumerevoli volte, la più famosa delle quali nelle scene di amore saffico con Adèle Exarchopoulos in La vita di Adèle, che nel 2013 ha scandalizzato Cannes.

«Nessuna però ha ancora battuto la vostra Monica Bellucci, che è apparsa al naturale in 27 film» dice Jim McBride, che ha creato il sito nel 1999 portando a compimento un percorso nato da passione e curiosità voyeuristica: dopo aver letto per anni il resoconto dei nudi cinematografici pubblicato su Playboy, che Jim rubava di nascosto al padre, ha iniziato a videoregistrare negli anni 90 film e telefilm dalla tv via cavo, quando il nudo ha iniziato a fare capolino sul piccolo schermo. «Selezionavo le scene in cui apparivano attrici in deshabillé e creavo compilation» ricorda. «Annotavo su un quaderno la descrizione, la durata della scena e il minutaggio in cui appariva». Nel giro di poco tempo, le videocassette hanno iniziato a riempirgli la casa e McBride è diventato una bizzarra celebrity locale, nonostante avesse un serissimo lavoro alla Borsa di Chicago.

«Soddisfacevo le richieste dei miei amici, poi hanno iniziato a contattarmi dalla radio, dove tenevo una trasmissione in cui rivelavo quale attrice non si era mai spogliata o, stimolato dagli ascoltatori, in che tipo di scene di nudo appariva un’altra interprete». A quel punto il successo è stato tale che, accettando il suggerimento di un investitore, si è licenziato e ha creato il sito, utilizzando il soprannome che usava in radio, Mr. Skin, ossia Signor Pelle. A distanza di oltre 20 anni il sito raccoglie migliaia di clip video che catalogano in maniera molto accurata il tipo di scena e le parti del corpo dell’attrice esibite in favore di cinepresa (sedere, seni, pube o altro), oppure l’atto in cui la stessa interprete è impegnata, si tratti di una danza sexy come quella di Demi Moore in Striptease o di accavallare le gambe mostrando di non avere mutandine come Sharon Stone nella celebre sequenza di Basic Instinct.

A ogni film e ogni scena di nudo i collaboratori di McBride danno un voto e una recensione, il più delle volte condita di ironia, e questo ha permesso, almeno agli inizi, di aggirare il problema di copyright, prima che, come ammette lo stesso fondatore, «fossero le stesse case di produzione a inviare le clip cavalcando il successo del sito». Iscriversi per avere accesso al vastissimo archivio costa 5 dollari al mese, ma bisogna essere maggiorenni perché oltre ai nudi vi sono anche alcune scene di sesso esplicito, tratte da film usciti al cinema come The Brown Bunny, che diede scandalo a Cannes con la fellatio di Chloë Sevigny.

MrSkin.com permette di vedere non solo le novità, spesso scovate in anteprima nei festival, ma soprattutto le scene di culto che hanno fatto la storia del cinema, ampliando in ogni epoca i confini del comune senso del pudore: ecco allora il nudo integrale e la fellatio di Ecco l’impero dei sensi uscito nel 1976, lo striptease bagnato di Kim Basinger in 9 settimane e ½, la scena del burro che fece censurare Ultimo tango a Parigi, le sequenze di sesso audaci di Antichrist e Nymphomaniac immaginate da Lars von Trier, l’amplesso sul tavolo tra Jack Nicholson e Jessica Lange ne Il postino suona sempre due volte; ma anche, per venire al cinema di casa nostra, l’orgia di Io, Caligola di Tinto Brass, che ha spogliato negli anni alcune bellissime donne come Stefania Sandrelli, Serena Grandi o Deborah Caprioglio.

Per rendere la consultazione più interessante e l’archivio maggiormente fruibile, il sito offre la possibilità di cercare tutte le scene che ricadono sotto una categoria con cui sono state catalogate: i migliori nudi frontali, quelli nei film horror, il sesso a tre e così via. Ma poi basta inserire una parola chiave per restringere la ricerca a tutte le sequenze di nudo girate per esempio in auto o sotto la doccia, in campagna o in aereo, o cercare le attrici divise per grandezza del seno, colore di capelli, nazionalità…

Le più generose in termini di pelle esposta – tra cui spiccano Kate Winslet, già senza veli in Titanic, o Nicole Kidman, di cui si ricordano le forme perfette in Eyes Wide Shut – finiscono dritte nell’empireo Hall of Fame, dove su 304 attrici da tutto il mondo, ben 15 sono italiane: oltre alla Bellucci ci sono, tra le altre: Asia Argento, Francesca Neri, Ornella Muti, Valeria Golino e Jenny Tamburi. «La mia preferita» rivela McBride «è Lynda Carter, che appariva vestita e inarrivabile in Wonder Woman e scoprii essersi spogliata nel 1976 nel film Bobbie Jo ragazza di provincia. In ogni caso ritrovare le scene, recensirle e catalogarle è diventato molto più facile dal 2000 in poi, quando si è passati dai supporti analogici a quelli digitali».

Da sempre attento a seguire la stagione cinematografica ufficiale, il sito propone anche i suoi annuali Anatomy Awards, che scimmiottano quelli più prestigiosi dell’Academy, con premi a seno, sedere e così via, dove la nostra Matilda De Angelis si è aggiudicata l’anno scorso quello per il miglior nudo a figura intera in The Undoing. Quanto alle più apprezzate scene di nudo della storia del cinema, gli esperti del sito hanno incoronato Scarlett Johansson in Under the Skin, basandosi su parametri come importanza della star, lunghezza della visione, parti del corpo mostrate e impatto culturale. Ai fan l’ardua sentenza.

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