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Fido è uno di famiglia (molto più di prima)

Fido è uno di famiglia (molto più di prima)

Aumentano i divorzi tra umani, ma diminuiscono gli abbandoni di animali. Per gli esperti la colpa o meglio il merito, è del lockdown. Cani e gatti non sono più solo pet da ostentare sui social, ma hanno guadagnato un vero ruolo sociale in casa: curano ansia e paura. E quando li perdi, vai in crisi.


Non è una pet therapy collettiva ma ci somiglia molto. Che gli animali domestici siano una presenza crescente nelle famiglie italiane è un dato certo: nelle nostre case abitano 7,3 milioni di gatti e 7 milioni di cani, e solo per la loro alimentazione lo scorso anno sono stati spesi oltre due miliardi e 78 milioni di euro. La propensione ad allargare il cerchio domestico sale, ma l’upgrade vero è arrivato negli ultimi mesi a causa, o per merito, della quarantena: gli italiani hanno riscoperto il valore del rapporto uomo-animale, quella che gli psicologi chiamo la «funzione sociale» degli amici a quattro zampe.
Al fattore tenerezza e compagnia si somma quello dei benefici anti-ansia che riducono paura e stress. «Danno dipendenza emotiva, ci fanno sentire meno soli e più utili» spiega a Panorama lo psicologo e psicoterapeuta Gerry Grassi. «Il rapporto con gli animali fa scattare effetti terapeutici a più livelli, con benefici sull’umore soprattutto in un momento complicato come il lockdown».
Se la condivisione forzata degli spazi e i picchi di stress hanno deteriorato i legami umani, con l’aumento del 15% delle richieste di divorzi registrate negli ultimi mesi, quelli tra uomo e animale si sono consolidati rendendo i pet sempre più centrali nelle nostre vite.Lo dimostra il fatto che quest’anno gli abbandoni sono in netto calo. Sui social network, specchio fedele ma dilatante della realtà, al fenomeno dei «gattini di Facebook» (oltre sette miliardi di foto di gatti) si è affiancato quello dei cani celebrità da milioni di visualizzazioni su TikTok e profili Instagram seguitissimi, quelli che il New York Times chiama «pupinfluencer» e che alimentano il business delle sponsorizzazioni.
Ma se fino a qualche anno fa i follower si limitavano a curiosare nelle vite bizzarre dei cani di Paris Hilton, chiusi nella loro cuccia-casetta da 325.000 dollari, oggi cercano qualcosa di meno patinato e più reale, che inneschi il fattore emotivo. Così la storia di Pallina, il levriero di Andrea Bocelli, è diventata virale quando il tenore ha rivelato che la cagnolina era caduta in mare durante un giro in barca in Costa Smeralda: Bocelli ha prima chiesto aiuto per le ricerche poi, pochi giorni fa, ha annunciato la morte del cane generando migliaia di like e di commenti.

Ma i numeri sono ancora più impressionanti per la malattia di Matilda, il bulldog francese di Chiara Ferragni: in lacrime, la super influencer da 20 milioni di seguaci ha ammesso che la sua cagnolina aveva un tumore, raccontando post dopo post gli attacchi epilettici e le cure ricevute in una clinica in Svizzera. «Chi segue la Ferragni si affeziona a tutto il suo mondo, compresa Matilda: la vedi tutti i giorni, ti preoccupi, vuoi sapere come sta, è come se fosse la cagnolina del tuo vicino di casa» dice Marco D’Annolfi, ideatore di Trash Italiano ed esperto di dinamiche social. «Le statistiche sono chiare: l’engagement, il coinvolgimento emotivo, sale quando si posta una foto con un animale tanto che anche i politici cavalcano l’”effetto simpatia”. Questo fa aumentare i follower: il profilo di Matilde solo nell’ultimo mese ha conquistato 50 mila seguaci e oggi sfiora i 400.000».

Circa 290.000 invece ne ha la fan page di Choupette, la gatta di Karl Lagerfeld: lo stilista è scomparso lo scorso anno ma il pubblico continua a seguire con curiosità la vita della birmana bianca cui il designer ha lasciato in eredità qualche milione di euro.
Per lo psicologo Grassi, «gli animali una volta erano visti come qualcosa di esterno alla casa, le cucce si tenevano in giardino o sul balcone, c’era un rapporto distaccato: oggi il legame emotivo e affettivo tra uomo e animale domestico è simile a quello che si sviluppa nelle relazioni tra persone».

Anche il lutto o la malattia di un quattro zampe vengono vissuti come fossero quelli di un umano. «Da un punto di vista clinico, l’iter e la gestione del lutto non sono dissimili. E la partecipazione affettiva che s’innesca sui social è una conseguenza di tutto ciò» aggiunge Grassi. Lo sa bene Tiziano Ferro, travolto dall’affetto dei fan dopo aver documentato le notti insonni a seguito dell’operazione d’urgenza cui è stato sottoposto Beau, il dobermann che ha adottato di recente. «Quanta gratitudine, quanto amore» ha scritto il cantante.

Pochi mesi fa, ma con un finale tragico, era toccato invece a Orlando Bloom: in lacrime, l’attore aveva annunciato la morte del cagnolino Mighty, disperso nella foresta di Montecito, in California. In Italia ha narrato il suo dolore anche Benedetta Rossi, foodblogger star da 3,2 milioni di follower, alle prese con la malattia del cane Nuvola: il post in cui ha annunciato la scomparsa è stato commentato da 100.000 persone. «Non c’è da stupirsi: cani e gatti sono parte integrante delle nostre famiglie, con loro instauriamo un rapporto quasi sentimentale» aggiunge Federico Coccia, veterinario e presidente del Bioparco di Roma. «Vivere con gli animali ci rende migliori».

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