Più che solito sesso di gruppo: tanti uomini e una donna sola. (O viceversa). È la nuova modalità del «piacere a luci rosse» che guadagna adepti da nord a sud, in club privati che, in alcune sere, chiudono al pubblico. e si aprono a giochi erotici dove le fantasie, anche le più estreme, si avverano.
«Una stanza buia. Venti uomini nudi. E, su una croce orizzontale, io. Il resto potete immaginarlo». Parla così Sara S., 42enne romana, appassionata frequentatrice di serate di Gang Bang, espressione coniata negli anni Cinquanta per identificare una specifica modalità di sesso di gruppo: quella di molti uomini con una donna, o viceversa.
Il suo racconto – allegro e compiaciuto, che imbarazzerebbe più di un ascoltatore – è il battesimo a quel mondo del sesso, parallelo e sottotraccia, che coinvolge tutt’Italia a cominciare da Milano, Brescia e Torino. Un mondo cui prendono parte professionisti e operai, personaggi del mondo dello spettacolo e impiegati e che sempre di più si diffonde grazie al web, strumento per organizzare appuntamenti e coinvolgere nuovi adepti. Una delle realtà più note nel circuito è GangWhite. A raccontarla è il suo fondatore, L., che chiede l’anonimato: «Tutto è nato casualmente 13 anni fa attraverso una Gang Bang (GB) amatoriale consumatasi in un motel in compagnia di due amici. Da allora sono migliaia gli eventi organizzati». La «tana» di GangWhite è il Club Europa a Casarile (Milano), «la nostra seconda casa» dice L. «Nelle serate di chiusura al pubblico realizziamo le richieste di Gang calendarizzate durante i mesi, a volte si sfiora l’annualità in base alla lista d’attesa».
Sono eventi organizzati, oggi, in tutta Italia. Come le GB Private, «dove una donna è al centro delle attenzioni di più uomini, che siano 4-5 o più», o come i GBParty, «che raggiungono centinaia di persone, anche 500 alle volte». Palcoscenico degli eventi sono locali, solitamente i cosiddetti «club swinger», che mettono a disposizione le proprie sale nel giorno di chiusura. Fra questi il frequentatissimo Infinito Club di Melzo. «Ospitiamo i colleghi di GangWhite con il loro format diversi lunedì sera l’anno. Tutti i sabati, invece, lo spazio è per il mondo scambista, con persone che si possono sentire libere di esprimere la propria sensualità, trasgressione e voglia di fare festa» dicono i proprietari a Panorama.
A sorpresa, però, il fine non è economico. Nelle GB Private, all’interno dei club, tutti i partecipanti versano una quota associativa. Diversa, invece, è l’organizzazione dei party. Parola ancora a Sara S. «In questo caso le coppie che partecipano molto spesso neanche pagano, così come le donne che si presentano da sole. A versare un contributo per lo svolgimento della serata (solitamente intorno ai 100 – 120 euro, ndr) sono soltanto i singoli».
Ma di fatto, come aggiungono i titolari dell’Infinito, sono soldi che servono a coprire i costi di organizzazione, considerando che tutte le serate sono contraddistinte dalla presenza di dj, camerieri in divisa, servizio d’accoglienza, buffet. «L’ingresso non è aperto a chiunque. La logica prevede una numerica che segua 1:1, ovvero un singolo per ogni coppia» aggiunge L. «Per questo si accede solo mostrando il QR code della prenotazione all’evento sul nostro sito: www.gangwhite.com. Tutte le telecamere degli smartphone vengono oscurate per dissuadere chiunque a farne uso, se non in precise aree “sterili”». Il materiale effettivamente è incandescente. Almeno secondo i racconti di chi abbiamo incontrato. I giochi erotici variano così come il tipo di esperienza offerto. Oltre alle canoniche GB, si può capitare in dark room tappezzate di fori dove gli utenti possono inserire solo alcune parti del corpo, o in stanze vetrate fatte per chi vuole solo osservare.
Ad abbondare sono soprattutto i giochi di ruolo. «Uno degli eventi che più mi ha divertito è stato quando i partecipanti dovevano ricordare nel vestiario personaggi religiosi, e non aggiungo altro per non diventare blasfemo» dice Riccardo, 34 anni, habitué. Parola, ancora, a L.: «Di aneddoti ce ne sono parecchi. Dalla richiesta di una colossale ammucchiata con la partecipazione di nani alla serata con numeri da record, a quella con solo uomini over 60, a quella con finto rapimento… Si passa da situazioni total black a quelle con uomini in divisa. Accontentiamo ogni richiesta, è uno dei motivi per cui non ci si annoia mai. La sperimentazione è alla base di tutto. Un altro esempio? Un film porno con una star mondiale, che coronò il sogno del cassetto di molti singoli e coppie».
Esatto, coppie. Perché spesso agli eventi accorrono anche fidanzati o sposi. È il caso di Roby, 35enne esperto di logistica: «Abbiamo iniziato da ragazzi, dieci anni fa» sorride. Sua moglie è Lady_swingy, di professione segretaria. «Siamo complici in tutto e questo mondo ci ha unito ancora di più. All’interno della nostra relazione ci piace fare le cose senza mai nasconderci. Siamo una coppia qualsiasi. Con la differenza che sappiamo scindere il sesso dall’amore e dal sentimento». Tanto che, come prosegue Roby: «In dieci anni di partecipazione a serate hot non sono mai stato geloso. Mi piace vedere quello che fa, sentirla godere. Nella quotidianità, però, guai a chi me la tocca». Una scissione, quella fra sentimenti intimi e attività sessuale, piuttosto frequente che rispecchia – come ragiona Melissa Panarello, scrittrice e indagatrice fin dall’esordio della sfera più intima degli italiani, adesso raccontata con il podcast Pornazzi (su Spotify) – «dei nostri tempi, in cui si registra una dissociazione dall’emotività sempre maggiormente diffusa. Così la sessualità ha sempre più a che fare con le pulsione primarie e istintive che non tengono conto delle emozioni».
Di pulsioni nei racconti degli insider ce ne sono molte. Ancora Roby: «A volte voglio solo guardare, altre mi piace inserirmi durante il gioco. È il desiderio che hai dentro in quel preciso istante che ti guida anche perché ogni situazione è diversa e inaspettata». Una domanda però sorge spontanea, come riflette Valeria Montebello, «host» del podcast del momento È solo sesso (tutti i giovedì gratuitamente sulle principali piattaforme): «Si parla sempre di Gang bang di 30 uomini con una sola donna. Mai con 30 donne e un unico uomo. Chissà come mai…».
A risponderle indirettamente è Lady_swingy, che puntualizza: «Non mi sento un oggetto e penso che le donne che frequentano questi eventi la pensino come me. Siamo protagoniste e al centro dell’attenzione. Gli uomini, oltre a rispettare i nostri desideri, sono molto attenti alle nostre esigenze e fantasie». Così capita che l’aneddoto che Roby ricorda con più affetto è «la prima DP (doppia penetrazione, ndr) di mia moglie, perché in quel momento è stato realizzato uno dei suoi più grandi desideri».
Ascoltare, ma non giudicare. È questa la regola aurea per addentrarsi nella realtà Gang Bang, Che non si pone barriere. «Il sesso non ha ceti sociali d’appartenenza, il sesso è sesso. Di fronte puoi trovarti chiunque. Alle nostre serate hanno partecipato cantanti, politici, personaggi noti della tv. Ma tutti hanno goduto della medesima riservatezza. Chi pensa che questo mondo sia poco decoroso, sbaglia. Lo si deve conoscere da dentro per capire che può essere sintetizzato in tre parole: sano, sicuro, consensuale» aggiunge L. Eppure il fenomeno vive nell’ombra, affogato in quello che i partecipanti definiscono come un bieco, imperante moralismo.
«Fare una GangBang o sognare di avere più uomini credo sia una fantasia di molte donne, ma spesso si vergognano a confessarlo per la paura del pregiudizio che la nostra cultura e società ci impone. Se vogliamo essere onesti con noi stessi, c’è davvero qualcosa di sbagliato nel realizzare le proprie fantasie sessuali?» si domanda Lady_swingy. Le fa eco L.: «Del fenomeno delle Gang Bang troviamo traccia già nell’antichità, dai riti orgiastici greci dedicati a Dionisio fino alle maratone sessuali dell’imperatrice Messalina nell’antica Roma. Oggi il rapporto con il sesso è decomplessato ed è dimostrato dal porno, entrato stabilmente nell’immaginario collettivo. In una società dove la più grande paura è quella di essere giudicati, conta combattere contro i luoghi comuni e i pregiudizi, incuranti del parere altrui e pronti a liberarci di un inutile fardello». Un po’ come fanno loro in segrete, affollatissime, stanze.