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Raffaello Follieri, l’uomo che vorrebbe scalare l’olimpo del calcio

Raffaello Follieri, l’uomo che vorrebbe scalare l’olimpo del calcio

A Ferragosto ha mandato un’offerta da 840 milioni di euro per acquistare la squadra della Roma… Sostiene anche di controllare l’8 per cento del decisivo mercato delle terre rare. Panorama ha approfondito queste affermazioni.


Foggia, Catania, Palermo e adesso la Roma. Raffaello Follieri ha una gran voglia di investire nel calcio. Peccato che al momento di far vedere i soldi ci sia sempre qualche problema. Eppure, a detta sua, sta seduto su una valanga di denaro. Dal commercio di petrolio alle terre rare, delle quali controllerebbe addirittura l’8 per cento del mercato mondiale.

«Sino a ora non è successo molto, salvo le ripetute comunicazioni da parte del gruppo di Follieri per la voglia di dare notizie ai giornali. Abbiamo avuto un paio di telefonate coi colleghi avvocati della Effe 1 Limited che martedì si è materializzata con la sua ragione sociale». È il 5 dicembre 2019 quando Giuseppe Gitto, avvocato e consigliere del Catania, parla con Tuttosport dell’offerta di Raffaello Follieri per acquisire il club calcistico siciliano. Qualche settimana dopo, il 14 gennaio, il registro delle imprese britannico pubblica un avviso: se non interverranno fatti nuovi, la Effe 1 Limited verrà messa in liquidazione coatta. Fondata nell’agosto 2018, la società non ha mai presentato un bilancio. Il 31 marzo 2019, la Effe 1 Limited viene cancellata dalle autorità di controllo di Londra.

Per capire quanto ci sia di vero nella recente offerta per la As Roma – sotto i riflettori dopo l’arrivo dell’attaccante belga Romelu Lukaku per tre stagioni, a 7,5 milioni di euro l’anno – bisogna ricostruire le mosse di Follieri nel mondo del calcio. Qualche mese prima del Catania, c’era stato il Palermo. Anche in quel caso il copione è identico.

Grandi annunci sui giornali, ma arrivati al momento di presentare le garanzie economiche c’è sempre qualche problema. «L’ho invitato a Milano per prendere il Palermo e non si è presentato, non è serio, ha fatto solo chiacchiere» si sfoga per esempio il 20 marzo del 2019 Rino Mirri, allora presidente dei rosanero. Nel caso di questo club, a fare l’operazione doveva essere la Follieri Capital Limited, anch’essa con sede nella capitale britannica e anch’essa fondata nel 2018. Fino al maggio del 2020 – ovvero ben dopo la fine della trattativa per il Palermo – risulta inattiva («dormant»). Nel 2021 chiude una perdita di 15 mila sterline e nessun asset. Nel 2022 la perdita sale a 134 mila sterline, tutte di debiti verso terzi.

Ci ha provato anche con il Foggia, Follieri. Siamo sempre nel 2019 e dopo non essere stato in grado di presentare un assegno da 500 mila euro allegato alla manifestazione d’interesse. In quei mesi, fece circolare un progetto mirabolante per la società pugliese a potenziali investitori. Ma non trovò nessuno. Dietro all’acquirente non c’erano né sceicchi arabi né miliardari americani. «Ci mise in contatto un conoscente comune, mi chiese se ero disposto a investire 50 mila euro ma dissi di no» racconta un manager.

Di nuovo, Follieri non molla. Torna all’attacco nel 2020. Il veicolo è ancora Follieri Capital che a ottobre emette un comunicato per dire che ritira l’offerta «a causa di una situazione ambientale preconcetta e volutamente ostativa».

In Camera di commercio figura ancora una Soccer Foggia srl, controllata dalla Effe 1 Limited e con Follieri come amministratore. È stata fondata nell’estate del 2019, al tempo della prima trattativa. Anche questa società non ha mai depositato un bilancio e nel frattempo la controllante Effe 1, come detto, è finita in liquidazione coatta.

Si arriva così alla primavera 2023, quando Follieri «esce allo scoperto», sui giornali, come potenziale acquirente della As Roma. I Friedkin, che ne sono i proprietari, ringraziano ma no, la Roma non è in vendita.

A ridosso di Ferragosto, il rilancio: ho mandato un’offerta formale da 840 milioni di euro per rilevare il club, fa sapere Follieri sempre a mezzo stampa. Non abbiamo ricevuto nulla, replica la società. L’uomo d’affari conferma tutto e spiega che i suoi legali tuteleranno la sua immagine. Il 16 agosto, una nota indignata del legale di Follieri spiega che forse l’offerta dell’11 agosto non è stata ricevuta perché inviata da un provider non Ue. E comunque è stata rimandata «via Pec» il 14 agosto alle 10,30 di sera, come sarebbe dimostrato dalla ricevuta allegata al comunicato.

A maggio, dopo essersi fatto avanti per la Roma, ha rilasciato un’intervista al Sole 24 Ore. Dice appunto di controllare l’8 per cento del mercato delle terre rare. Per la precisione, «120 tonnellate di metalli rari per un valore di 270 miliardi di euro e circa mille chili di nickel wire per un valore di 45 miliardi».

Il totale fa la fantasmagorica cifra di 315 miliardi di euro. Peccato che secondo tutti gli studi e le analisi del settore l’unico operatore di tali dimensioni in questo mercato strategico per l’economia mondiale è l’operatore statale cinese. Della Pasele Sa di Ginevra, di cui dice di essere fondatore e presidente, non c’è traccia nel registro delle imprese elvetico…

Follieri vanta solidi rapporti negli Usa. Che ormai può coltivare solo telefonicamente. È stato espulso dagli Stati Uniti il 24 maggio del 2012, dopo aver scontato quattro anni nel carcere federale di Loretto, in Pennsylvania, per frode, riciclaggio e associazione per delinquere. Prometteva investimenti immobiliari e millantando rapporti con il Vaticano aveva raccolto 50 milioni di euro. Soldi che invece avrebbe speso, almeno in parte, per viaggi e regali all’allora fidanzata, l’attrice Anne Hathaway.

A proposito di contatti americani, tra questi c’è Tony Podesta. Noto lobbista, è finito nell’indagine sul Russiagate per i suoi rapporti con Paul Manafort e con l’ex presidente ucraino filorusso Victor Yanukovich, uscendone senza addebiti. Abbiamo cercato Podesta, che figura amministratore della Follieri Capital, per chiedere dei suoi rapporti con l’imprenditore italiano ma non abbiamo ricevuto risposta.

Così come abbiamo contattato la Reia, Rare earth industry association, che organizza una conferenza annuale sul mercato delle terre. Nell’ultima edizione, nel giugno scorso, Follieri figurava in un «panel» sugli investimenti sostenibili come fondatore della Pasele Sa. Anche in questo caso al momento di scrivere non abbiamo ricevuto risposte.

Nessun cenno neppure dall’avvocato Mattia Romano, che ha inviato la pec con l’offerta per la Roma per conto dell’uomo d’affari. Lo stemma della Pasele e quello di altre società di Follieri è una testa di leone in cerchio. Ricorda in maniera inquietante quello della Stratton Oakmont Inc., la compagnia del «Lupo di Wall Street»John Belford, le cui imprese truffaldine hanno ispirato il film omonimo di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio. Non proprio una fonte d’ispirazione, per fare affari.

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