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Politica

Se un imam detta legge agli italiani

Un predicatore islamico di Bologna ha lanciato l’accusa di apostasia, punibile con la morte, nei confronti di Magdi Cristiano Allam. Un affronto alla nostra civiltà.


La settimana scorsa, su La Verità, Magdi Cristiano Allam si è rivolto al ministro degli Interni Matteo Piantedosi in un articolo in cui racconta come l’imam di Bologna lo abbia accusato di apostasia, di fatto rinnovando la condanna a morte che pende su di lui da quando scrisse il libro Viva Israele. Il fatto è molto grave, deve preoccuparci parecchio che un imam si permetta in totale contrasto con la legge italiana, che prevede la libertà di religione e di culto, di lanciare accuse di questo tipo. L’imam di Bologna, o sedicente tale, si chiama Zul-fiqar Khan, cittadino pachistano e imam, appunto, del Centro islamico Iqraa.

Questo imam è già noto per le sue affermazioni violente soprattutto contro gli ebrei, Israele e gli Stati Uniti ma anche nei confronti degli omossessuali e della nostra civiltà laica.

Nonostante alcuni parlamentari abbiano chiesto di intraprendere azioni nei suoi confronti, chiedendo l’espulsione immediata, si è permesso di riservare, come scrive Magdi Cristiano Allam: «Due sermoni e altrettanti video in quarantotto ore per condannarmi sostanzialmente come “nemico dell’islam” e “collaborazionista di Israele”». Continua Allam: «Nei suoi due video il sedicente imam ha sottolineato che sono un apostata, cioè un musulmano che ha abbandonato l’islam... tutti i musulmani sanno che l’apostata deve essere ucciso, conformemente a un detto e una prassi di Maometto». L’imam continua e appesantisce le accuse: «…non lasciamo spazio ai bugiardi, non lasciamo spazio che parlano male di Gesù Cristo, che parlano male di qualsiasi profeta ebreo e non ebreo… e questo Magdi Cristiano Allam dice che i musulmani vogliono che tutta l’Europa si sottometta all’islam».

Mi pare che questo imam abbia superato il limite della tollerabilità e della legittimità a rimanere nel nostro Paese ormai da tempo e ripetutamente; che questo imam sia un musulmano di quelli che in Italia parlano di «nemici dell’islam», «apostati», «traditori», «collaborazionisti di Israele». Questi islamici, come scrive lo stesso Allam: «Hanno proferito queste espressioni pur dicendosi appartenenti all’islam moderato, legati ideologicamente ai Fratelli musulmani e allo stesso Hamas di cui è parte integrante».

Ora, bisogna ricordare che secondo il Pew Research Center la percentuale di musulmani in Europa è aumentata dall’1,4 per cento del 1950 al 6 per cento del 2020. In termini numerici ciò significa, per esempio, che la popolazione musulmana è passata da circa 29 milioni di persone nel 1990 a circa 44 milioni nel 2010 e più di 50 milioni nel 2023, e si prevedono incrementi maggiori nel futuro. Sempre secondo questo centro di ricerca, si prevede che la popolazione musulmana in Europa potrebbe crescere fino a rappresentare l’11,2 per cento della popolazione totale del continente entro il 2050.

Naturalmente le fonti di questo incremento sono da attribuirsi alle migrazioni, alla giovane età e ai tassi di fertilità più alti della popolazione musulmana rispetto alla media europea. Scrive ancora la ricerca che in uno scenario di alta migrazione i musulmani potrebbero crescere a oltre 75 milioni, rappresentando circa il 14 per cento della popolazione europea. Sempre la stessa ricerca sottolinea che è stato osservato un aumento significativo dell’interesse nei confronti dei processi di conversione all’islam, soprattutto tra i giovani e sulle piattaforme sociali come TikTok, che la dice lunga sul livello di profondità, consapevolezza e scelta esistenziale di queste conversioni.

Detto tutto questo, non significa che bisogna bloccare l’islam ma che bisogna bloccare quegli irresponsabili che violano palesemente la legge italiana come il caso di questo «signore» imam di Bologna. E in tal senso non stiamo facendo quello che dobbiamo fare, alimentando così la possibilità che questi signori influenzino menti fragili, ma anche non fragili, e che si convincano che la legge religiosa può imporsi in modo legittimo anche quando è in aperto contrasto con la legge civile, i diritti fondamentali, il patrimonio occidentale dei diritti umani.

La comunità islamica dei cosiddetti musulmani moderati poco fa per additare come questi signori stiano palesemente violando le leggi del Paese che li ospita. Non basta che la comunità islamica sostenga, attraverso i suoi rappresentanti, che quelli non sono islamici. Se non sono islamici, perché la comunità musulmana non fa di tutto perché venga chiuso questo centro islamico a Bologna e sia indicato come apostata lui e non Magdi Cristiano Allam?

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Paolo Del Debbio