Lifestyle
November 26 2013
Nella presentazione del libro Il calendario dell’Avvento (di Atonia Arslan per Piemme) si legge:
"Dicembre è lo scrigno di ogni festa futura. Se ne contano i giorni, uno per uno. Quattro sono le settimane dell'Avvento, quattro le candele che si devono accendere sul davanzale della finestra, una per ogni domenica. Mentre l'anno e la luce del giorno precipitano verso il buio, quelle piccole luci coraggiosamente dichiarano una speranza.
Alfa e Omega, principio e fine, nascita e morte.
E in mezzo il respiro di un'attesa”.
In questi racconti, non necessariamenti legati all'Avvento, l'attesa è vissuta come movimento, creazione, passione. Non un atto passivo, ma un momento in cui si agisce per ottenere ciò che si vuole.
Ed è proprio questo il senso di questo libro: attendere il giorno dell’Avvento lasciandoci condurre da piccole storie. Invece di aprire le finestrelle del calendario, apriamo la mente ad altri luoghi. E impariamo dalle azioni dei protagonisti e da come reagiscono di fronte agli ostacoli della vita.
Lasciandoci cullare dal ritmo di questi delicati racconti.
Non l'ho voluto leggere tutto apposta: ogni racconto va goduto giorno per giorno. Dal 1 al 25 dicembre.