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May 24 2017
Tutta colpa della Brexit. Preoccupato per l’uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, Colin Firth ha deciso di diventare cittadino italiano, presentando nelle settimane scorsa la richiesta formale all'ambasciata di Londra. A rivelarlo è il super informato Daily Mail e a confermare la notizia è stato il portavoce dell'attore, che punta dunque ad avere anche il passaporto italiano così come la moglie e i due figli.
Nato a Grayshott, nell'Hampshire,Colin Firth è l'emblema del perfetto gentleman inglese anche se l'attore premio Oscar - per Il discorso del Re, nel 2011 - non ha mai nascosto di sentirsi più legato agli Stati Uniti (dove ha anche studiato per alcuni anni) che non alla Gran Bretagna. Il grande amore di Firth per l'Italia: tutto merito della moglie, la produttrice cinematografica Livia Giuggioli, che ha sposato nel 1997 e con la quale ha avuto due figli, Luca (16 anni) e Matteo (13). L'attore non solo parla bene l'italiano, ma da anni si divide con la famiglia fra la casa di Chiswick, a Londra, e quella a Città della Pieve, in Umbria.
"La Brexit? Sarà un duro colpo, soprattutto per i giovani". L'attore non ha mai nascosto la sua contrarietà per l’uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea: lo aveva spiegato lo scorso ottobre, durante un incontro con gli studenti dell'Università la Sapienza di Roma, e lo ha ribadito in una recente intervista ad un settimanale austriaco quando la definì "un disastro di proporzioni inaspettate, che non ha un solo aspetto positivo".
Il portavoce dell'attore, protagonista di film cult come Bridget Jones (nella trilogia interpretava l'indimenticabile Mark Darcy), ha dunque confermato la richiesta formale per ottenere la cittadinanza italiana ma si è rifiutato di precisare se il vero motivo della scelta sia proprio la Brexit. Secondo il Daily Mail, invece, la decisione di arrivare alla richiesta formale per ottenere il passaporto italiano sarebbe scaturita proprio dopo il referendum. "Firth era inorridito e terrorizzato dalle conseguenze", ha confidato una fonte anonima al quotidiano britannico.