Il governo di Stoccolma ha annunciato l’invio a Kiev di ulteriori aiuti militari per 16 miliardi di corone, ovvero quasi 1,6 miliardi di dollari, in risposta alla richiesta del governo di Zelensky di migliorare la propria capacità di difesa aerea, artiglieria, comunicazioni satellitari e dominio marittimo. Si tratta del più grande pacchetto di aiuti militari approvato dalla Svezia che porta il valore di quest’anno a 29,5 miliardi di corone, oltre agli 80 miliardi di corone già inviati nel 2022.
Il ministro della Difesa Pål Jonson, in una conferenza stampa tenutasi lunedì a Stoccolma, ha dichiarato: “Stiamo intensificando il sostegno e lo stiamo aumentando in forza e portata, e ci sono forti ragioni per farlo alla luce della situazione molto grave in Ucraina, la Russia sta attaccando continuamente e dobbiamo sostenere l’Ucraina per consentirle di allentare la pressione e contrattaccare. Il nostro governo propone di fornire 40 miliardi di corone in aiuti all’Ucraina nel 2025, in parte anticipando i fondi stanziati per il 2026. Il messaggio di oggi è ancora una volta che occorre fare di più, è il momento per tutti i Paesi europei di aumentare il supporto a Kiev”.
Da un’analisi dello stato degli armamenti svedesi e delle capacità produttive nazionali appare che ci siano le condizioni affinché l’industria nazionale della difesa possa fornire rapidamente le attrezzature necessarie, ovvero il pacchetto di supporto che includerà sistemi d’artiglieria, missili antiaerei e unità navali armate di piccole dimensioni. Non tutti gli assetti saranno però prodotti in Svezia, poiché la Swedish Defence Material Administration (Sdma) utilizzerà circa 9,2 miliardi di corone dei nuovi aiuti per acquistare attrezzature dall’estero, soprattutto per soddisfare le esigenze della fanteria per i veicoli blindati. Un valore di armi pari a circa 500 milioni di corone sarà ricavato dalle scorte esistenti, tra questi le mitragliatrici e le munizioni di piccolo calibro.
Per farlo, il governo stanzierà oltre 5 miliardi di corone tramite vari fondi per acquistare rapidamente i beni, ricorrendo anche a una maggiore collaborazione con l’industria della difesa ucraina attraverso il cosiddetto modello danese, ovvero con scambi di materiale e know-how tecnologico. Nel frattempo, i Paesi Bassi hanno affermato che a loro volta forniranno 500 milioni di euro di aiuti per finanziare anche il progetto di un nuovo tipo di drone realizzato in Ucraina, con un esborso che raggiungerà la cifra totale di due miliardi di euro nel 2025 e che includerà anche materiali per difesa aerea, munizioni e attrezzature marittime.
Una conferma agli aiuti militari per Kiev era già arrivata dal governo di Stoccolma nel novembre scorso dal ministro della difesa svedese Pål Jonson direttamente al suo omologo ucraino Rustem Umerov, confermando che gli studi per nuovi droni d’attacco sarebbero stati finanziati dalla Svezia ma sviluppati e costruiti in Ucraina. Allora Jonson aveva dichiarato: “L’Ucraina è la priorità numero uno per la sicurezza della Svezia, Kiev ha il pieno diritto di difendersi dentro e fuori dal suo territorio.”
Secondo fonti locali svedesi non confermate, Stoccolma starebbe sviluppando congiuntamente con Kiev anche missili a lungo raggio. Saab, il maggiore attore della Difesa svedese, non ha però fornito ulteriori notizie, ma ha confermato di aver donato a Kiev una piattaforma Erieye, ovvero un sistema aviotrasportabile di controllo e allerta precoce, nonché di aver addestrato alcuni piloti ucraini sui caccia Gripen, sostenendo di essere disponibile a fornire all’Ucraina anche questo tipo di jet. E su questo aspetto, Jonson ha dichiarato: “La donazione dei Gripen non dipende da noi, Danimarca, Paesi Bassi e Stati Uniti vogliono assicurarsi che l’Ucraina consolidi le operazioni con gli F-16 prima di introdurre altre tecnologie complesse. Ci hanno quindi consigliato di aspettare a donare i velivoli Gripen, ma la piattaforma Erieye sta già funzionando con gli F-16”.