Utili oltre i 14 miliardi, profitti che superano i 5 miliardi e produzione di idrocarburi in crescita. Eni ha chiuso il 2024 con numeri oltre le attese, seppur in calo. E nel giorno della diffusione dei dati ha annunciato l’accordo con Petronas, gigante maltese, per allargarsi in Asia.
Il gruppo con a capo Claudio Descalzi ha chiuso il 2024 con un Ebitda rettificato proforma di 14,3 miliardi di euro (in calo del 20% rispetto all’anno precedente) e un utile netto rettificato di 5,26 miliardi di euro (-37% rispetto al 2023). Eni ha superato le previsioni sull’Ebitda proforma rettificato di 1,7 miliardi di euro, grazie alla performance dell’Exploration & Production, alla performance di Gas & Power (+40% rispetto alla guidance iniziale) e ai risultati di Enilive e Plenitude, nonostante il contesto di mercato difficile.
Il flusso di cassa operativo adjusted prima del capitale circolante si è attestato a 13,6 miliardi di euro, superando le previsioni di un miliardo e coprendo con margine il fabbisogno per investimenti organici di 8,8 miliardi di euro. “Nel 2024 crescita e creazione di valore hanno raggiunto un livello di eccellenza, supportati dalla nostra struttura finanziaria e dalla disciplina nei costi”, ha commentato 2024 il ceo Claudio Descalzi.
Sono in crescita dividendi e buyback. Il gruppo può distribuire agli azionisti 5,1 miliardi di euro tra dividendi e riacquisto di azioni proprie, con quest’ultimo quasi raddoppiato a 2 miliardi di euro. Questo grazie all’accelerazione del programma di valorizzazione del portafoglio e alle operazioni di cessione. Anche la produzione di idrocarburi è aumentata, del 3%, raggiungendo 1,71 milioni di barili equivalenti al giorno. Nel solo quarto trimestre, la produzione è stata di 1,72 milioni.
Sul fronte esplorativo la società ha aggiunto 1,2 miliardi di barili di nuove risorse nel 2024, con scoperte significative nell’offshore dell’Indonesia e di Cipro. Si è rafforzata anche la strategia di transizione energetica con un incremento del 37% della capacità installata da fonti rinnovabili, arrivando a 4,1 gigawatt, e una crescita del 29% nelle lavorazioni bio.
Gli investimenti organici sono stati contenuti a 8,8 miliardi di euro, generando un avanzo di cassa di circa 5 miliardi di euro. Questo ha permesso a Eni di finanziare il programma di ritorno agli azionisti e di mantenere una posizione di leadership nel settore. “Abbiamo raggiunto un minimo storico nell’indebitamento, garantendoci la flessibilità necessaria per continuare a investire e remunerare i nostri azionisti anche nei cicli di mercato più difficili”, ha dichiarato Descalzi.
Nel giorno della pubblicazione dei conti, il Cane a sei zampe ha annunciato anche un accordo con Petronas. L’intesa punta a una gestione congiunta con l’obiettivo di diventare un operatore chiave nel settore del gas naturale liquefatto in Indonesia e Malesia. La joint venture mira a una produzione sostenibile di 500 mila barili di olio equivalente al giorno.
E il futuro? Eni prevede di mantenere una crescita sostenibile nel 2025, puntando su nuove scoperte, espansione nelle rinnovabili e avanzamento nei progetti di cattura e stoccaggio del carbonio in Italia e Regno Unito.