Come scrittovi un paio di settimane orsono proviamo a dare qualche consiglio di inizio anno che volutamente riguarda non la parte core del portafoglio (dove i suggerimenti di asset allocation si trovano a profusione), ma delle idee che definiremo “satellite”, più specifiche, magari meno di consenso, che possono aiutare a trovare qualcosa di alternativo, a stimolare l’intelletto dei nostri lettori.
Allora cosa ci piace sui mercati per il 2025 appena partito? Cosa crediamo contenga del “valore”? Visto che è questa l’ottica che seguiamo maggiormente nell’analizzare i mercati. Oggi completiamo il lavoro con due idee lato equity e commodities.
- Paniere geografico / settoriale di tipo VALUE: crediamo che alcuni paesi e settori merceologici offrano valore in quanto le valutazioni di mercato sono basse rispetto alla storia in termini assoluti e ancor di più lo sono quelle relative, molto attraenti rispetto a quelle del mercato azionario mondiale. Siamo consci del fatto che da parecchi anni non sia il valore a orientare i mercati, ma pensiamo che in ottica “aggiuntiva” su un portafoglio classico, i 4 temi individuati (Azionario Cina, Azionario Latin America, Azionario Corea e Azionario Food & Beverage EU) possano apportare diversificazione e valore aggiunto.
La Cina è fortemente a sconto rispetto ai suoi standard valutativi per varie ragioni (crescita inferiore, bolla immobiliare, settori stravolti a causa di interventi del governo, flussi di investimento internazionali in calo, “isolamento” dettato dalla politica americana verso il paese). Molti fattori sembrano essere incorporati nei prezzi delle azioni e degli indici. E’ possibile esporsi al paese attraverso fondi dedicati (Fidelity, Pictet, Schroder, Comgest per fare dei nomi di case attrezzate sull’area) o attraverso ETFs (a noi piace molto il prodotto di Xtrackers Harvest Ftse China che prende le 50 aziende cinesi più grandi fra quelle con doppia quotazione e sceglie di comprare le “A” localmente o le “H” sulla borsa di Hong Kong a seconda del livello di premio/sconto al quale trattano). ETF quotato sulla borsa tedesca, armonizzato.
L’azionario Latin America vede un peso dominante (62%) del Brasile, seguito dal Messico (26%) e poco altro. Proprio il Brasile presenta un rapporto fra la crescita attesa degli utili per il 2025 (15% circa) e valutazione di mercato (8 volte gli utili) che non ha praticamente eguali a livello mondiale come ben ci mostra il grafico di Kepler Chevreux da noi “colorato”. La situazione lato tassi di interesse elevati non aiuta e l’attuale trend politico preoccupa gli investitori. Value play puro. ETF di Amundi Msci Latin America quotato a Milano molto adatto.
La Corea (del Sud) è una storia simile al Brasile lato valutativo (P/E fra 7 e 8, quasi al minimo storico come vedete dal grafico di Jefferies), ma diversa lato settori merceologici nei quali si investe. Il paese asiatico è avanzato a livello tecnologico (settore pesa più del 40%) con titoli quali Samsung o Hynix o LG; seguono titoli finanziari e poi automobilistici quali Kia Motors o Hyundai. Il fattore comune è il calo delle valutazioni di mercato dovuto a due motivi principali: difficoltà del paese ad attuare riforme lato chaebol (i grossi conglomerati coreani che operano in tanti settori, sono controllati da una famiglia e non brillano lato efficienza e capacità lato policy shareholder friendly) e il calo della redditività media delle società. La crisi politica in atto ha portato poi negli ultimi mesi a deflussi da parte degli investitori stranieri. Vari ETF disponibili per esporsi al paese; preferiamo quello di Amundi in quanto quotato in Italia. Lato fondi c’è un prodotto di JPM AM.
Venendo all’ultimo pezzo del nostro paniere vi parliamo del settore Food & Beverage Europeo (60% il primo, 40% il secondo all’interno dell’indice) che negli ultimi quattro anni è sceso in modo importante e presenta valutazioni molto basse come vedete qui sotto.
Motivi del calo? Interesse del mercato solo per temi growth ad alto beta, difficoltà del settore a gestire l’aumento dei costi delle materie prime verificatosi post Covid e guerra Ucraina, per il beverage campagna “contro” gli alcolici in atto e dazi americani, per entrambi i settori tema del cambiamento del packaging in ottica sostenibile.
Molteplici sfide quindi, ma valutazioni mai così attraenti con titoli come Nestlé, Diageo, Campari o Pernod Ricard che si sono dimezzati dai massimi raggiunti fra il 2021 e il 2022. ETF di Ishares quotato in Germania e armonizzato pronto per l’uso.
- Paniere su materie prime: prevedere l’andamento del prezzo delle materie prime è quanto mai complicato. Negli ultimi anni ho quindi adottato un metodo che prevede di trovare delle commodities che abbiano perso molto valore negli ultimi anni e che graficamente abbiano mostrato di avere trovato una base (nessuna garanzia che il prezzo non possa scendere ancora purtroppo, ma è un “indizio”) e puntare su un loro recupero nel corso dei prossimi 12 mesi.
Per il 2025 il grano e il palladio sono in questa situazione avendo fatto dei massimi nella primavera 2022, come molte altre materie prime, per poi perdere quasi il 70% del loro valore.

Sul grano non ho elementi fondamentali da aggiungere e non sono certo un esperto di raccolti o influenza del cambiamento climatico sulle rese, mentre sul palladio possiamo invece sottolineare che il delta fra il suo prezzo e quello dell’oro non sia mai stato così elevato nella storia. E’ vero che l’uso industriale del palladio rappresenta l’80% della domanda ed è legato al settore automobilistico tradizionale non elettrico (il che non depone a favore), ma è anche vero che il palladio è un metallo prezioso sul quale si può investire ed un potenziale sostituto dell’oro nella gioielleria. Questo enorme delta potrebbe far riflettere gli investitori visto che nel 2020 – 2021 il palladio era arrivato a valere 3000 Usd all’oncia contro un oro che era a 2000, mentre oggi siamo a 1000 Usd contro i 2750 dell’oro.
