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Marine Le Pen condannata per appropriazione indebita. Ora è ineleggibile. Ecco i possibili scenari

Marine Le Pen condannata per appropriazione indebita. Ora è ineleggibile. Ecco i possibili scenari

Marine Le Pen, leader del Rassemblement National (RN), insieme a otto eurodeputati, è stata condannata dal tribunale di Parigi per appropriazione indebita di fondi pubblici.

Marine Le Pen, leader del Rassemblement National (RN), insieme a otto eurodeputati, è stata condannata dal tribunale di Parigi per appropriazione indebita di fondi pubblici. Tutti i funzionari coinvolti, compresa la stessa Le Pen, sono stati dichiarati ineleggibili, con la condanna che prevede l’esecuzione immediata della pena.

Prima della lettura della sentenza, Marine Le Pen ha lasciato l’aula del tribunale, accompagnata dalla compagna di partito Catherine Griset, senza rilasciare dichiarazioni. Secondo il quotidiano Le Figaro, la leader del RN è apparsa “visibilmente esasperata” dopo la decisione, ma resta da chiarire la durata della sua ineleggibilità. Il tribunale ha stabilito che tutti gli accusati avrebbero sottoscritto “contratti fittizi”, inserendosi in un sistema di frode strutturato all’interno del RN. Secondo la presidente della corte, Bénédicte de Perthuis, questi assistenti, pur formalmente assunti per svolgere compiti al Parlamento europeo, lavoravano in realtà per il partito a livello nazionale, senza alcun incarico specifico affidato loro dai deputati. “L’obiettivo non era ottimizzare il lavoro degli assistenti, ma sfruttare le risorse messe a disposizione dal Parlamento”, ha spiegato de Perthuis.

Il caso riguarda una frode complessiva di circa 2,9 milioni di euro, denaro che, secondo il tribunale, è stato indebitamente utilizzato a beneficio del partito. Il processo, iniziato l’autunno scorso, ha visto la condanna di nove eurodeputati del RN, tra cui Marine Le Pen, che ora rischia seriamente di veder compromesso il suo futuro politico. In aula, Le Pen, seduta in prima fila accanto all’ex compagno Louis Aliot, ha assistito alla lettura delle sentenze, che si sono protratte per oltre due ore.

Nel corso del processo, la leader del RN ha cercato di minimizzare la situazione, dichiarando recentemente a Le Figaro di non temere le conseguenze, sostenendo che “la paura non aiuta a superare il pericolo”. Tuttavia, la sentenza rappresenta una svolta cruciale per la sua carriera politica, ereditata dal padre Jean-Marie Le Pen, recentemente scomparso.

La condanna ha suscitato reazioni internazionali. Il Cremlino ha definito la sentenza una “violazione delle norme democratiche”, mentre il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha espresso solidarietà a Le Pen, scrivendo su X “Je suis Marine”, un chiaro riferimento al noto slogan di solidarietà “Je suis Charlie” usato dopo l’attentato a Charlie Hebdo nel 2015. Orbán e il suo partito Fidesz sono alleati del RN al Parlamento europeo, nel gruppo dei Patrioti.

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