A Buccinasco, nel Milanese, distribuito nelle scuole il testo La più bella del mondo dell’ex segretario dem, per un investimento di 14.500 euro da parte del Comune. Proteste di famiglie e Lega: «Contenuti pro Lgbt».
Giusto pochi giorni fa, il Partito democratico milanese ha rifiutato di votare in un consiglio di circoscrizione una mozione presentata dalla Lega che condannava l’irruzione compiuta da alcuni collettivi studenteschi a danno di un convegno sulla natalità organizzato a novembre all’università Statale. Per i sinceri democratici, a quanto pare, è legittimo interrompere con la forza i convegni sgraditi, specie se organizzati dai «fascisti» (così li hanno definiti) di Comunione e liberazione. In compenso, gli esponenti del Pd e gli intellettuali dell’area progressista hanno tutto il diritto di entrare nelle scuole primarie e riversare le loro idee sui giovanissimi alunni. Emblematico, a questo proposito, quanto accaduto a Buccinasco, cittadina da quasi 27.000 abitanti che fa parte della città metropolitana di Milano. Il Comune finanzia da tempo un progetto chiamato «Promozione alla lettura», il quale prevede, stando ai documenti ufficiali, «la fornitura di libri per lo svolgimento di attività didattiche e di letture specifiche attraverso un contributo alla Fondazione per leggere. È rivolto alle classi della scuola primaria e secondaria di primo grado […]. Il costo è di circa 14.500 euro, finanziato dell’assessorato alla Cultura». Fino a qualche tempo fa, con l’amministrazione di centrodestra, venivano proposti ai ragazzi i classici della letteratura, da discutere e poi commentare assieme. Ora però il quadro è un po’ cambiato: per promuovere la lettura e (così dice) la conoscenza della Costituzione nelle scuole, quest’anno il Comune non ha scelto un grande romanzo italiano o straniero, e nemmeno un testo firmato da un illustre giurista o un robusta saggio storico. Non ha nemmeno scelto di regalare alle classi una copia della Carta, come avvenuto in passato. No: quest’anno si è scelto di offrire agli alunni un pregevole libro per ragazzi di Walter Veltroni intitolato La più bella del mondo. Il 19 febbraio il sindaco di sinistra di Buccinasco, Rino Pruiti, e l’assessora «civica, femminista e arcobaleno» (così si dipinge) Martina Villa hanno visitato le scuole primarie Mascherpa e Primo Maggio «per consegnare i libri scelti dalle insegnanti e donati dal Comune grazie al Progetto lettura». A quanto risulta, qualche genitore non ha gradito il fatto che il libro scelto fosse appunto quello di Veltroni e si è rivolto al consigliere comunale leghista Manuel Imberti. «Sono stato tempestato di chiamate», ci racconta Imberti. «Alcuni genitori si sono messi a leggere il libro di Veltroni e hanno notati alcuni capitoli un po’ sopra le righe, non molto adatti a bambini delle elementari. A quel punto ho fatto un post su Facebook, e guarda caso il giorno dopo – forse perché iniziava ad alzarsi un polverone – la dirigente scolastica ha detto alle insegnanti di consegnare agli alunni un avviso da far firmare ai genitori per autorizzare la partecipazione all’attività. Tutto questo però è avvenuto quando ormai i libri erano stati consegnati, come per correre ai ripari». Un gruppo di genitori, ricevuta in ritardo la comunicazione della scuola, si è fatto saltare la mosca al naso e ha deciso di inviare una lettera aperta alle istituzioni cittadine per lamentare il fatto che il libro fosse un po’ troppo ideologizzato, soprattutto sul versante arcobaleno. Il sindaco Pruiti e i suoi alleati non hanno gradito: «Abbiamo purtroppo la peggiore opposizione possibile», ha scritto sui social il primo cittadino. «Seminano odio, contrasti, denigrano le nostre scuole statali e tutti i docenti». Secondo il Pd locale «non è accettabile fare una questione politica» su «un tema, come quello dell’educazione scolastica, che intacca le famiglie di questo Comune e i loro figli». Da scontro di provincia, la storia del libro di Veltroni è rapidamente divenuta un caso nazionale. Il deputato leghista Rossano Sasso ha attaccato il sindaco di Buccinasco («Ma come si permette di interferire con la didattica di una scuola pubblica?»). Matteo Salvini sostiene che sia «gravissimo che un primo cittadino entri nelle scuole per regalare a dei ragazzi di 10 anni (senza il consenso dei genitori) dei libri orientati politicamente che trattano, tra l’altro, temi che non dovrebbero entrare nelle aule scolastiche». Le Lega tutta annuncia una interrogazione parlamentare. Il Pd, per tutta risposta, sale sulle barricate: «L’amministrazione non sceglie i libri ma è la scuola, insieme alla biblioteca che seleziona i testi utili ai percorsi trasversali per il raggiungimento di diverse competenze. Un progetto che il Comune meritoriamente finanzia da anni con 15.000 euro», dice Simona Malpezzi. «Dobbiamo tutti ringraziare gli insegnanti di quella scuola per aver elaborato un percorso utile ai loro studenti». Si dovrà anche ringraziare, ma forse prima sarebbe stato opportuno avvisare i genitori. Ieri, infatti, l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia ha avviato un procedimento di verifica per appurare se la procedura con cui si è giunti all’acquisto dei capolavori veltroniani sia stata corretta. Ciò che in effetti è emerso è che «l’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini» di Buccinasco ha diffuso un libro senza il preventivo assenso dei genitori delle classi coinvolte. […] Le famiglie sono state consultate soltanto al momento della consegna del testo e non preventivamente al momento della scelta. Dalla successiva comunicazione inviata alle famiglie si evince, pertanto, che la scuola ha agito autonomamente nella selezione del testo, acquistato dall’amministrazione comunale, nell’ambito del Progetto lettura». Appunto: Veltroni o non Veltroni, i genitori hanno diritto a essere informati. A onor del vero, va detto che definire il libro del caro Walter un veicolo di «propaganda gender» è un tantino eccessivo. Al massimo lo si può accusare di essere un concentrato di melassa e di steoreotipi sinistrorsi sulle minoranze, e di sicuro sarebbe stato preferibile spendere denaro per parlare di altre e più meritevoli opere. Tuttavia il problema vero, qui, è il principio. Scommettiamo che se gli insegnanti avessero scelto un libro sulla Costituzione scritto da uno storico esponente della destra il Pd avrebbe fatto fuoco e fiamme? Per quale motivo, allora, il tomo di Veltroni può entrare nelle scuole, per altro pagato dai cittadini e senza alcuna consultazione preventiva? A che titolo e in base a quali valutazioni si sceglie quel testo e non un altro? Quale valore culturale dovrebbe avere? Per carità, regalare un libro è spesso una buona cosa, ed è persino fastidioso irritarsi perché un Comune ha investito soldi in cultura. Il fatto, però, è che nelle scuole italiane si tende a suggerire sempre lo stesso genere di autori, a prediligere il solito orientamento banal-progressista. Ogni volta che si manifesta una iniziativa anche solo vagamente fuori linea, ecco che scattano censure. Ecco: i due pesi e le due misure hanno decisamente stancato. Va bene tutto, ma con le melensaggini veltronian-democratiche anche basta. Soprattutto se comportano per un piccolo Comune un esborso di 15.000 euro. A quali altre iniziative si è rinunciato per fare comprare alla biblioteca locale un po’ di volumi e per sovvenzionare i video che i ragazzini dovranno produrre dopo la lettura? La sensazione è che i dem al potere a Buccinasco più che un dono agli alunni abbiano fatto un regalo all’amico Walter. O forse chissà, trovano il libro tanto bello perché non ne hanno letti altri.