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Per Nancy Pelosi galeotto fu il parrucchiere

Per Nancy Pelosi galeotto fu il parrucchiere

La speaker della camera Usa è stata beccata in un salone coiffeur senza mascherina. La più inflessibile detrattrice di Trump non segue le regole e fa la figura (pessima) della privilegiata. Un autogol che diventa un grande assist a The Donald nella corsa alle presidenziali.


Nancy Pelosi è finita nei guai. Il motivo? E’ andata dal parrucchiere. Un filmato, pubblicato da Fox News, ha mostrato come la Speaker della Camera stesse camminando con i capelli bagnati e senza mascherina protettiva, lo scorso 31 agosto, all’interno di un salone da coiffeur di San Francisco. Peccato che questo genere di esercizi commerciali in California fosse stato chiuso a marzo a causa del coronavirus e che ne fosse prevista la riapertura soltanto il primo settembre, ma esclusivamente per servizi all’aperto e con determinati limiti. La proprietaria del negozio, Erica Kious, ha riferito a Fox News che i parrucchieri nel suo salone operano in autonomia e noleggiano poltrone: sarebbe stato proprio uno di loro a dire alla proprietaria che lunedì si sarebbe presentata sul posto Nancy Pelosi. La Kious ha manifestato non poco fastidio, parlando di doppiopesismo e lamentando la lunga chiusura della propria attività. «È stato uno schiaffo in faccia che sia entrata, che si senta in diritto di andare a fare le sue cose mentre nessun altro può entrare, e io non posso lavorare», ha dichiarato.

Donald Trump è andato subito all’attacco, criticando la Speaker per non aver indossato la mascherina e per aver usufruito dell’apertura in esclusiva di un esercizio commerciale che sarebbe dovuto essere chiuso a causa delle restrizioni per il Covid. Il presidente ne ha anche approfittato per tirarle una stoccata in vista del 3 novembre, quando – oltre che per la Casa Bianca – si voterà per rinnovare un terzo del Senato e – soprattutto – la totalità della Camera (attualmente a maggioranza democratica). «Riprenderemo quasi certamente il controllo della Camera e manderemo Nancy a casa», ha twittato il presidente. Anziché riconoscere l’errore, chiedere scusa e chiudere la faccenda, la Pelosi si è difesa, parlando di una «montatura». «Penso che il salone mi debba delle scuse per avermi ingannata», ha detto. Lo staff della Speaker ha inoltre affermato che la diretta interessata sarebbe rimasta senza mascherina soltanto per poco tempo.

Resta tuttavia il fatto che l’episodio abbia un peso politico non indifferente, esponendo tra l’altro la Pelosi all’accusa di ipocrisia. Non dimentichiamo che, nel corso degli ultimi mesi, la Speaker abbia reso obbligatorio l’utilizzo delle mascherine nell’aula della Camera, nei saloni di rappresentanza e nelle stesse commissioni. Tutto questo, senza dimenticare le sue ripetute critiche nei confronti di Trump sulla gestione della pandemia. Il 12 luglio, quando Trump indossò una mascherina in pubblico per la prima volta, la Pelosi commentò la cosa, affermando: «È un’ammissione che se vuoi vedere i nostri soldati, devi indossare una maschera. Se stai con i nostri bambini, devi indossare una maschera». Era invece il 26 giugno, quando la Speaker definì «codardo» il presidente, per non indossare la mascherina. Il 6 maggio, la Pelosi aveva dichiarato invece che l’inquilino della Casa Bianca “avrebbe dovuto” mettere una mascherina sul volto.

Insomma, pur essendo inflessibile con Trump, verso sé stessa la Speaker tende a mostrare una certa indulgenza. Il punto non è ovviamente soltanto l’incoerenza relativa alla mascherina, ma anche – e forse soprattutto – il rischio di passare per una privilegiata, che può permettersi servizi attualmente preclusi ai comuni cittadini. Un danno di immagine che non riguarda soltanto lei, ma che rischia di avere delle ripercussioni indirette sulla stessa campagna elettorale per le presidenziali di novembre. Non va infatti trascurato che una delle strategie messe in campo dai repubblicani sia proprio quella di additare i rivali democratici come il partito delle élites e delle classi abbienti: il partito dei privilegiati, per l’appunto. Una linea di attacco, inaugurata durante l’ultima Convention nazionale dell’elefantino, che adesso potrebbe rafforzarsi proprio a causa del comportamento della Pelosi. Una figura che, indipendentemente dalla questione del parrucchiere, soprattutto negli ultimi mesi non gode di grande simpatia popolare. Basti pensare che un recentissimo sondaggio di YouGov la veda con un tasso di sfavore pari al 54%, contro un 40% di americani che la considera positivamente.

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