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Il ritorno della tuta

Il ritorno della tuta

Le collezioni maschili presentate per la prossima stagione estiva, soprattutto le collezioni dei grandi brand del lusso, suggeriscono una nuova tendenza: il ritorno della tuta monopezzo, un capo storico dell’abbigliamento sportivo e da lavoro, da anni dimenticato.

Le sue origini si possono far risalire all’inizio del XIX secolo in Francia, una creazione pratica e funzionale pensata per i lavoratori manuali che necessitavano di protezione e resistenza all’usura. Diventa immediatamente un simbolo della classe operaia. Negli anni si evolve, sia nei colori e nei materiali – originariamente in tela di cotone blu – sia nella sua funzionalità, non limitandosi più solo ai cantieri e ai lavori manuali, ma diventando una sorta di uniforme anche per professionisti, tecnici e più in generale per gli addetti dell’industria in genere.

Il ritorno della tuta
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Il ritorno della tuta

La vera evoluzione di questo capo d’abbigliamento avviene in verità agli inizi del XX secolo, quando viene adottata dalla Royal Air Force come divisa dei piloti di aereo durante la II Guerra Mondiale, con proprietà tecniche specifiche come l’anti-G. La storia della tuta prosegue agli inizi degli anni ‘60, quando i piloti di Formula 1 abbandonarono il classico abbigliamento da gara (Juan Manuel Fangio indossava una polo, pantaloni e casco) per adottare la tuta monopezzo, resistente e conforme alle nuove normative di protezione imposte dalla FIA (Federation Internationale de l’Automobile) nel 1963. Diventa subito iconica quella indossata dal tre volte campione del mondo Jackie Stewart./

Subito il mondo della moda se ne appropria, trasformando la finalità sportiva in innovazione glamour e stile rivoluzionario. Se negli anni ‘60 diventa parte dell’estetica Space Age, nei ‘70 diventa ‘ribelle’ e hippy, spesso interpretata in denim con vestibilità attillate e in versione unisex.

Oggi, questo capo, dimenticato negli ultimi vent’anni – anche perché sostituito più facilmente dalle tute sportive suggerite dall’abbigliamento streetwear – torna nelle collezioni dei più importanti brand del lusso, quelli che decretano anche le tendenze stagionali. Se Prada la propone come rivisitazione della tuta da Formula 1, Louis Vuitton, Ferrari, Ferragamo e Jil Sander, solo per citarne alcuni, si rifanno piuttosto alle vestibilità tipiche degli anni ‘80, zippate e dai volumi comodi, nel tentativo di diventare una nuova divisa urbana.

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