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(Ansa)
Musica

Addio a John Mayall, il maestro del blues inglese

Il «leone di Macclesfield», che a ottobre verrà introdotto nella Rock & Roll Hall of Fame, è morto a 90 a Los Angeles. In sessant'anni di carriera ha tenuto a battesimo artisti del calibro di Eric Clapton, Peter Green, Mick Fleetwood, John McVie e Mick Taylor

Molti artisti rock sostengono che il blues sia l’anima della musica, la fonte alla quale si torna sempre ad abbeverarsi. Una fonte miracolosa, a giudicare dall’energia e dall’entusiasmo che ha accompagnato per 90 anni John Mayall, il padrino del blues inglese, morto lunedì «pacificamente nella sua casa in California», come ha dichiarato la sua famiglia su Facebook, senza specificare la causa della morte.

«I problemi di salute che hanno costretto John a porre fine alla sua epica carriera in tournée hanno finalmente portato la pace per uno dei più grandi guerrieri della strada di questo mondo», si legge nella nota. «John Mayall ci ha regalato 90 anni di instancabili sforzi per educare, ispirare e intrattenere».

Sono davvero pochi, nella storia del rock, gli artisti che hanno avuto l'influenza musicale di John Mayall, leader e fondatore dei leggendari Bluesbreakers, una vera e propria università del blues, dove si sono «laureati» artisti del calibro di Eric Clapton, Peter Green, Mick Fleetwood, John McVie e Mick Taylor. Tutti nomi che devono molto a Mayall, compositore, polistrumentista e autore di memorabili assoli di armonica, che ha trascorso sessant'anni sul palco a diffondere il verbo del blues.

Il leone di Macclesfield si trasferì a Londra dal nord dell'Inghilterra nel 1963, abbandonando la sua professione di grafico per seguire il demone del blues, un genere che trae origine dal gospel e dagli spiritual, ispirato ai canti degli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni di cotone, le cosiddette “Cotton belt”, diffuse in particolare nel Mississippi. Mayall, pur rispettando le radici, elaborò una sua versione del blues americano negli indimenticabili album Blues Breakers (con in copertina un giovanissimo Eric Clapton) e A Hard Road, che gli portarono fama e successo in Europa e negli Stati Uniti, dove si trasferì a Los Angeles fin dal 1969.

Nel corso della sua intensa carriera, il bluesman inglese ha registrato oltre 30 album, di cui l'ultimo, The Sun Is Shining Down, soltanto due anni fa.

Per capire l'influenza del bluesman inglese, basti pensare che fu Mayall a consigliare ai Rolling Stones il bassista Mick Taylor dopo la morte di Brian Jones, dando così il via ad una nuova era dei Rolling Stones, mentre Eric Clapton, che a inizio carriera ha vissuto per alcuni mesi nel ripostiglio all'ultimo piano della casa di John, ha più volte dichiarato che i Bluesbreakers sono stati per lui «una sorta di scuola di perfezionamento musicale, impegnativa ma gratificante».

Nel 2005 Mayall è stato nominato ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico e a ottobre entrerà nella Rock & Roll Hall of Fame: peccato che non potrà assistere alla cerimonia di introduzione del massimo riconoscimento per un artista rock con almeno 25 anni di carriera, lui che, per 60 anni, ha calcato i palchi di tutto il mondo.

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Gabriele Antonucci