L’Iran Human Rights ha denunciato l’impiccagione di 31 donne nel 2024
Almeno 31 donne iraniane sono state giustiziate dallo Stato nel corso dell'ultimo anno, un numero record rispetto agli ultimi 17 anni di monitoraggio delle esecuzioni. L'attuale situazione è ancora più drammatica: secondo recenti dati, in Iran vengono giustiziati quattro prigionieri al giorno.
Un recente rapporto pubblicato da Iran Human Rights (IHR), organizzazione con sede a Oslo, denuncia un dato allarmante: almeno 31 donne iraniane sono state giustiziate dallo Stato nel corso dell'ultimo anno, un numero record rispetto agli ultimi 17 anni di monitoraggio delle esecuzioni.La maggior parte di queste donne, circa il 70%, era accusata di aver ucciso i propri partner maschili, spesso responsabili di abusi continui, stupri o torture psicologiche. La situazione si aggrava nei tribunali islamici iraniani, dove la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo. A ciò si aggiunge l'assenza di riconoscimento legale per reati come la violenza domestica e lo stupro coniugale, lasciando molte vittime senza alcun supporto giuridico fino al tragico epilogo. «L’esecuzione delle donne in Iran rivela non solo la brutalità della pena di morte, ma anche la profondità della sistemica disuguaglianza di genere nel sistema giudiziario», ha dichiarato a Iran International il direttore dell'IHR Mahmood Amiry-Moghaddam. La ricerca di Iran Human Rights ha rivelato che tra gennaio 2022 e gennaio 2024, almeno 47 donne erano a rischio di morte o sono state condannate a morte. almeno 31 donne iraniane sono state giustiziate dallo Stato nel corso dell'ultimo anno, un numero record rispetto agli ultimi 17 anni di monitoraggio delle esecuzioni. Le donne condannate alla pena capitale vengono spesso abbandonate dalle loro famiglie e sono costrette ad affrontare da sole condizioni detentive letteralmente disumane. La combinazione di particolare povertà e analfabetismo, diffusa tra le donne appartenenti a minoranze etniche, le priva delle risorse indispensabili per ottenere una difesa adeguata, aumentando ulteriormente la loro condizione di vulnerabilità.
Dal 1979, la Repubblica islamica iraniana utilizza le esecuzioni come strumento di oppressione politica per instillare paura e mantenere la sua presa sul potere, con migliaia di donne e uomini giustiziati a seguito di processi farsa esattamente come accade nella Russia di Vladimir Putin. Mentre la maggior parte delle persone giustiziate erano uomini, le storie delle donne e le dimensioni specifiche di genere della pena di morte in Iran sono rimaste in gran parte nascoste. L'attuale situazione è ancora più drammatica: secondo recenti dati, in Iran vengono giustiziati quattro prigionieri al giorno. Un'indagine delle Nazioni Unite ha evidenziato che molte di queste condanne si basano su confessioni estorte con la forza e su processi privi di garanzie legali, sollevando gravi preoccupazioni sul rispetto dei diritti umani.
Il centro Abdorrahman Boroumand, con sede a Washington, ha registrato un totale di 930 esecuzioni nel 2024, un dato in crescita rispetto alle 811 del 2023 e alle 579 del 2022. Tra le vittime, un numero sproporzionato riguarda donne appartenenti a comunità etniche marginalizzate, come quelle delle province del Sistan e del Baluchistan. Tuttavia, queste cifre drammatiche rappresentano solo una parte del quadro complessivo. La trasparenza riguardo alle esecuzioni è, infatti, ulteriormente diminuita: secondo i rapporti sui diritti umani, il regime rende pubbliche solo il 12% delle esecuzioni che coinvolgono donne, rispetto al 26% comunicato negli anni precedenti.
I dati di Iran Human Rights (IHR)
- Nel 2024 sono state giustiziate almeno 31 donne , il numero più alto degli ultimi 15 anni.
- Tra il 2010 e il 2024 sono state giustiziate almeno 241 donne .
- 121 donne (50%) sono state identificate solo tramite le iniziali o sono rimaste completamente anonime.
- 114 donne sono state giustiziate per omicidio, mentre 107 sono state giustiziate per reati legati alla droga.
- Quattro donne sono state giustiziate per accuse legate alla sicurezza come moharebeh (guerra contro Dio) e ifsad-fil-arz (corruzione sulla terra). Tra loro c'erano una donna ebrea e due prigionieri politici curdi.
- Nove delle donne giustiziate erano spose bambine, tre delle quali erano anche minorenni , ovvero avevano meno di 18 anni al momento del presunto crimine.
- Il 70% delle donne giustiziate per omicidio erano accusate di aver ucciso i propri mariti o partner, spesso in contesti di violenza domestica.
- Le donne provenienti da province emarginate come il Sistan e il Baluchistan erano rappresentate in modo sproporzionato tra le esecuzioni legate alla droga, evidenziando l'intersezione tra discriminazione sistemica, povertà e pregiudizi giudiziari.
Esecuzioni legate alla droga
Tra il 2010 e il 2024, almeno 107 donne sono state giustiziate per reati legati alla droga. Mentre l'emendamento del 2017 alla legge anti-narcotici ha inizialmente portato a un calo delle esecuzioni legate alla droga, il 2024 ha assistito a un forte aumento, il più alto in nove anni. Molte donne sono state costrette a commettere questi crimini o non erano consapevoli dei loro ruoli, ma tali circostanze sono raramente riconosciute dalla magistratura.