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Harry d’Inghilterra, la sua fondazione e l’accusa di bullismo: c’è lo zampino di Meghan

Harry d’Inghilterra, la sua fondazione e l’accusa di bullismo: c’è lo zampino di Meghan

Lo scontro tra il principe Harry e Sophie Chandauka scuote Sentebale. La presidente accusa il duca di Sussex di bullismo e di voler trasformare la charity in uno strumento dei Sussex. Harry si dimette, ma la crisi rivela una spaccatura più profonda: l’immagine dell’ente e il suo modello di beneficenza sono messi in discussione. Un altro tassello del passato reale di Harry rischia di crollare.

Nessuno esce vincitore dalla crisi che ha travolto Sentebale. Non Sophie Chandauka, presidente dell’organizzazione, che denuncia un ambiente segnato da bullismo e misoginia. E, sorprendentemente, nemmeno il principe Harry, la cui reputazione sembra essere quella più danneggiata dallo scandalo.

Sentebale nasce dalla passione giovanile del duca di Sussex e dalla volontà di onorare la memoria della madre, la principessa Diana. Eppure, oggi l’organizzazione è teatro di uno scontro acceso tra il suo fondatore e l’attuale presidente. Sophie Chandauka, alla guida da due anni della charity che sostiene i giovani affetti da HIV, ha mosso accuse pesantissime: Harry avrebbe messo in atto “vessazioni e bullismo su vasta scala” e cercato di trasformare Sentebale in “un’estensione della macchina di pubbliche relazioni dei Sussex”.

Lo scontro è esploso pubblicamente martedì scorso, quando Harry e il principe Seeiso del Lesotho, co-fondatore dell’ente, hanno annunciato le loro dimissioni dal ruolo di patroni. I due avevano chiesto alla Chandauka di lasciare l’incarico, parlando di una situazione “insostenibile” e di una fiducia ormai compromessa. La presidente, però, non ha ceduto e ha contrattaccato, portando la vicenda in tribunale e rilasciando interviste incendiarie al Financial Times e a Sky News.

Nel botta e risposta mediatico, Chandauka ha svelato la sua versione della crisi: il problema principale di Sentebale, sostiene, sarebbe proprio il suo fondatore. “Il rischio numero uno per questa organizzazione era la tossicità del marchio del suo principale sostenitore”, ha dichiarato.

Le tensioni tra Harry e la presidente sarebbero esplose un anno fa, durante un torneo di polo di beneficenza a Miami. Durante la premiazione, una sequenza imbarazzante catturata dalle telecamere ha mostrato Meghan Markle che invitava con fermezza Chandauka a spostarsi dal fianco del marito, imponendole di mantenere una certa distanza. L’episodio ha generato un’ondata di polemiche, culminate con la richiesta del principe alla presidente di rilasciare una dichiarazione in difesa della moglie. La sua risposta è stata un netto rifiuto. Per Chandauka, difendere Meghan avrebbe solo “alimentato ulteriormente il trolling” nei confronti della duchessa, e comunque Sentebale non poteva essere ridotto a un’estensione del brand Sussex.

Da quel momento, sostiene Chandauka, sarebbe partita una vera e propria campagna per estrometterla. Anche lei, tuttavia, è stata oggetto di critiche: i suoi detrattori l’accusano di una gestione troppo autoritaria. Ma la presidente ribatte che il vero problema di Sentebale è la difficoltà nel reperire fondi, complicata dall’immagine controversa dei Sussex dopo la loro uscita dalla famiglia reale e le polemiche scatenate da libri e interviste. Inoltre, la disputa ha anche un risvolto politico: Chandauka ha cercato di spostare il cuore operativo della charity dal Regno Unito all’Africa, dove si concentra la maggior parte del personale. “La reazione è stata: ‘Oh mio Dio, gli africani stanno prendendo il sopravvento’”, ha denunciato, parlando di un ambiente segnato da “mancanza di rispetto, bullismo, intimidazioni e misoginia”, specialmente nei confronti di una donna nera come lei.

Harry, dal canto suo, sarebbe disposto a riprendere il ruolo di patrono solo se Chandauka si dimettesse, ma lei non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro.

Questa crisi arriva in un momento critico per il duca di Sussex. Sentebale, insieme agli Invictus Games per veterani militari disabili, rappresenta uno dei suoi progetti di maggior successo e uno degli ultimi legami con la sua vita royal precedente. Se anche questa iniziativa dovesse sfumare, cosa gli resterebbe? Con la Megxit, ha già perso titoli e status militari. Ora, anche il suo mondo della beneficenza sembra sgretolarsi.

A complicare ulteriormente la situazione, emerge un’altra questione spinosa: l’immagine stessa di Sentebale e il suo modello di beneficenza sono sempre più sotto accusa. L’idea di un ente che aiuta bambini poveri neri, ma sostenuto e guidato da ricchi filantropi bianchi, appare ormai antiquata e fuori luogo. Come ha sottolineato una fonte esperta di charity legate ai reali: “Vedere persone ricche e glamour giocare a polo e dichiarare che lo fanno per beneficenza non è più percepito come qualcosa di positivo. Il polo è elitario, così come chi lo pratica. Qualunque sia la causa, ormai questa immagine appare datata”.

La tempesta che ha travolto Sentebale, dunque, non è solo una questione personale tra Harry e Chandauka. È il segno di un cambiamento più profondo, che mette in discussione non solo il ruolo del principe nel mondo della beneficenza, ma anche il modo in cui queste organizzazioni devono evolversi per restare credibili.

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