Pliés, brisé e fouetté en tournant. Sulle punte, regalando emozioni. Ora che compie 50 anni Roberto Bolle, una delle nostre étoile più fulgenti di sempre, ci divertiamo a ripercorrere 10 film belli, da vedere o rivedere, a passo di danza. Non solo classica, ma anche mambo, breakdance, ballo moderno, disco music… Rispolveriamo cult o perle nascoste.
Ecco 10 film davvero belli dedicati alla danza.
Billy Elliot (2000) di Stephen Daldry
Il film che ha accompagnato l’infanzia di molti e ispirato tanti danzatori di successo contemporanei, da Jacopo Tissi e Sergio Bernal.
Tratto dalla storia vera del ballerino Philip Mosley, Billy Elliot è lo sprone a seguire le proprie aspirazioni nonostante tutto, contro ogni pregiudizio. Come fa il giovane Billy Elliot (Jamie Bell) del film di formazione britannico, ragazzino che accantona la boxe per la danza classica, nonostante la famiglia veda nel balletto un incoraggiamento all’omosessualità.
Saranno Famosi (1980) di Alan Parker
Saranno famosi (titolo originale Fame) è il film americano che ha ispirato la successiva serie tv di successo, che ha forgiato gli adolescenti degli anni ’80. Il messaggio evidente: per raggiungere i propri sogni, non basta il talento, c’è da sudare. Lo sanno bene gli studenti della prestigiosa High School of Performing Arts di Manhattan, New York, al centro del racconto.
Nel cast ci sono già i personaggi e gli attori più amati della serie. Ecco ad esempio Debbie Allen, carismatica e dura maestra di ballo Lydia Grant, e Gene Anthony Ray, talentuoso ballerino Leroy Johnson.
Dirty Dancing (1987) di Emile Ardolino
Dirty dancing è un cult dalla colonna sonora meravigliosa, piena di hit di successo. Con tanto di Golden Globe e Oscar per la migliore canzone per (I’ve had) The time of my life.
Negli Stati Uniti del 1963 Patrick Swayze, che ci ha lasciato troppo presto, è magnetico e suadente come aitante maestro di ballo Johnny , in un villaggio turistico, che si innamora dell’impacciata Baby (Jennifer Grey). Il ritmo si fa sexy a suon di mambo, prese e salti.
Girl (2018) di Lukas Dhont
Girl è stato il film rivelazione del Festival di Cannes 2018, dove era presente nella sezione Un Certain Regard, vincitore della Caméra d’or come miglior opera. Ci ha svelato il talento sensibile e tagliente del belga Lukas Dhont, 33 anni, che poi ha colpito i cuori con il meraviglioso Close (2022).
Ispirato a fatti veri, Girl nasce dal desiderio di raccontare la storia di un personaggio giovanissimo, capace di sfidare una società in cui genere e sesso sono ancora inevitabilmente connessi.
Protagonista del film è l’adolescente Lara (interpretata da Victor Polster), con la passione della danza classica, a cui dedica tutta se stessa. Ma la sfida più grande è riuscire a fare i conti con il proprio corpo, perché Lara è nata ragazzo…
Pina (2011) di Wim Wenders
Un capolavoro che lascia a bocca aperta. Wenders, mago di emozioni e dei mezzi per esprimerle, orchestra un documentario su Pina Bausch che è passione pura e incanto visivo.
Il talento immaginifico e viscerale della celebre coreografa tedesca, al servizio della sua compagnia di teatrodanza, emerge poderoso.
Flashdance (1983) di Adrian Lyne
Di cult in cult, Flashdance è un film che ha scaldato cuori e mosso ogni spettatore a irrefrenabile voglia di dimenarsi e ballare. E che ha dato luce a Jennifer Beals! Nei suoi riccioloni bruni, è l’operaia di un’acciaieria che sogna di entrare all’Accademia di Danza di Pittsburgh.
Memorabile la scena dell’audizione: volti giudici e infeltriti, scaldamuscoli e body neri, una puntina sul disco, le note di What a feeling (premiata con l’Oscar alla migliore canzone), l’esitazione iniziale e poi l’apoteosi in una coreografia travolgente che unisce di danza classica, moderna e breakdance.
Il Cigno Nero (2010) di Darren Aronofsky
Controverso, tagliente, a volte anche disturbante (o noioso), osannato dalla critica. Con il suo stile surreale e affilato, il regista statunitense Aronofsky indaga ossessioni e rivalità nel mondo della danza classica.
Vincent Cassel è il controverso direttore artistico de Il lago dei cigni, Natalie Portman è la sua prima scelta, Mila Kunis la nuova arrivata. Tra le due nasce una contesa che è anche un’oscura amicizia. Tra sacrifici fisici alla ricerca della perfezione e la lotta interiore tra cigno bianco e cigno nero.
Golden Globe e Oscar alla migliore attrice a Portman.
Scarpette Rosse (1948) di Michael Powell e Emeric Pressburger
Dramma grande classico del cinema britannico, Scarpette rosse (titolo originale The red shoes) vinse due Oscar, alla miglior scenografia e alla colonna sonora.
Moira Shearer, attrice e ballerina scozzese, è Vicky Page, un’aspirante ballerina combattuta tra la sua dedizione alla danza e il desiderio di amore. Anton Walbrook è l’autoritario maestro che la esorta a dedicarsi esclusivamente al balletto, Marius Goring invece l’affascinante giovane compositore di cui Vicky inizia a innamorarsi…
La Febbre del Sabato Sera (1977) di John Badham
John Travolta in brillantina, ancheggiamenti e salti sbruffoni da Tony Manero, la discoteca 2001 Odyssey nella New York degli anni ’70, i brani indimenticabili firmati dai Bee Gees. La febbre del sabato sera non può mancare in questo elenco, ovviamente.
Suspiria (1977) di Dario Argento
C’è chi farebbe di tutto per entrare nella prestigiosa Accademia di danza a Friburgo in Brisgovia. E c’è chi ne fugge a gambe levate (la studentessa interpretata da Eva Axén presto assassinata).
Con Jessica Harper brillante ballerina statunitense, giovane protagonista, Suspiria è un horror cult, firmato dal nostro maestro del brivido Dario Argento. Grandiosamente estetico quanto cruento.