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Collecto: L’app che democratizza i beni di lusso

Collecto: L’app che democratizza i beni di lusso

Un’app nata da un’idea geniale, che rende il lusso alla portata di tutti

Collezionare opere d’arte, vini pregiati e orologi rari: un lusso per pochi, una passione non certo per tutti. Finora.

Esattamente un anno fa, infatti, a inizio 2024, veniva lanciata sul mercato una particolarissima app, frutto del lavoro di una start up innovativa, tutta italiana. Giovanni Camisasca, Matteo Costantini e Salvatore Zola, tre esperti nello sviluppo di servizi digitali, ma soprattutto tre “grandi menti” con il coraggio di osare, davano vita a Collecto, l’app capace di “democratizzare” i beni di lusso.

“Tutti e tre abbiamo alle spalle esperienze positive in start up digitali” – ci racconta il CEO Giovanni Camisasca – “in più, io sono un grande appassionato di arte e di orologi e il classico problema con cui mi sono spesso scontrato (come credo la maggior parte degli appassionati) era il voler acquistare e collezionare un’opera d’arte o un orologio particolare, senza però avere la disponibilità necessaria”. A volte si è talmente sicuri che un determinato quadro per esempio, dopo pochi anni triplicherà il proprio valore, che si è già pronti in quel futuro a ripetersi: “Se l’avessi potuto comprare!”

Se però quel bene, che potrebbe essere una piccola opera di Fontana, di De Chirico o uno Schifano, così come un casco autografato da Ayrton Senna, un appassionato, ma, si passi il termine, “comune mortale”, da solo non sarebbe in grado di ottenere, ecco la possibilità di acquistarne sia delle quote, sia l’occasione di diventare proprietario. Ed è qui che ci conduce l’idea geniale di Collecto.

Si crea la possibilità di accedere a una serie di beni e di opportunità altrimenti sostanzialmente irraggiungibili. Andando a frazionare la proprietà del bene tra più persone, cosicché insieme si possano acquistare opere, piuttosto che orologi, piuttosto che collectibles sportivi o vini pregiati.

Ma come funziona esattamente?

“Noi abbiamo un team di esperti, più numerose convenzioni, delle partnership, chiamiamole così, con soggetti specializzati in determinati settori, come gallerie o case d’asta, piuttosto che mercanti che ci permettono di trovare e selezionare i beni che riteniamo più interessanti, e cerchiamo sempre di proporli a un prezzo minore di quello di retail. Il vantaggio lo ribaltiamo sull’utente. Il bene alla data di scadenza viene rivenduto sul mercato al prezzo reale e poi il ricavato si divide tra tutte le quote.”

E quale settore è il più “attivo”?

“Diciamo che non c’è un settore che domina in maniera incontrastata tra tutti. Sicuramente i vini vanno molto forte, ma anche i collectibles sportivi, per esempio i cimeli di Formula 1: nel giorno dell’Epifania, abbiamo venduto in sole due ore la tuta indossata da Senna in una gara di Formula Uno. Una curiosità: anche il mercato dei fumetti e delle carte collezionabili è in forte ascesa. Siamo riusciti ad avere e vendere la copia numero uno del fumetto con la primissima apparizione di Hulk, autografata da Stan Lee.

E il vantaggio risiede anche nella sua completa flessibilità: si può decidere di vendere le proprie quote in ogni momento, tramite un sistema interno di marketplace, che si può definire “un peer-to-peer”.

Si può anche decidere di diversificare la propria collezione, puntando per esempio su opere di artisti emergenti, il cui futuro è sempre una scommessa.

“E’ un lavoro che ci assorbe a tempo pieno, ma abbiamo la fortuna di essere supportati da diversi soci (molti dei quali fanno parte di board di grandi multinazionali) che hanno creduto nell’idea. E il riscontro è stato molto positivo, superiore a quello che ci aspettavamo: in questi 12 mesi abbiamo raccolto 70.000 iscritti e siamo a più di 4.000.000 di quote vendute. Ci possiamo ritenere assolutamente soddisfatti!”

Insomma, un’ app semplicemente innovativa, che sviluppa un’idea altrettanto brillante.

Rendere l’acquisizione di oggetti rari da collezione accessibile a tutti i portafogli, abbattendo le barriere economiche. Democratizzare il settore tradizionalmente esclusivo del collezionismo, per creare un mondo in cui il lusso sia alla portata di tutti.

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