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Huawei Mate X6, lo smartphone gigante in tutti i sensi

Huawei Mate X6, lo smartphone gigante in tutti i sensi

L’ultimo modello pieghevole della compagnia cinese abbonda in dimensioni, funzionalità, eleganza e qualità fotografica. Pur senza la suite di Google, ha pochi punti deboli, però anche il prezzo è XL

Se ne facciamo una questione di qualità, materiali, potenza ed efficacia, è difficile trovare punti deboli agli smartphone top di gamma di Huawei. Certo, non ci sono le app di Google cui siamo abituati, perché sono servizi che utilizziamo ogni giorno e il pensiero di farne a meno a molti fa mancare l’aria. Huawei sta lavorando anche in questo senso, poiché ci sono soluzioni semplici (come Aurora Store) anche per chi non è propriamente un nerd, per scaricare sul telefono le varie Google Maps, Gmail e affini. Tolto il dente che comunque pesa sui mercati occidentali, mentre invece non inficia la forza d’urto della compagnia in Oriente, dove ci sono totem diversi da Big G a fornire i servizi di navigazione, mappe, ed email, gli smartphone del brand di Shenzhen restano dispositivi ottimali in particolare per l’hardware e per il comparto fotografico. L’ultimo esempio che racchiude il potere e la resilienza di Huawei è Mate X6, il pieghevole che si apre come un libro che – in attesa del trifold Mate XT, disponibile per ora solo in Cina, con il suo display da 10,2 pollici composto dall’unione di tre sezioni quando si apre il device – rappresenta la proposta più completa e all’avanguardia della società cinese.

Mate X6 colpisce subito l’occhio per le dimensioni. Abbondanti nel display Oled, che passa dai 6,45 pollici del pannello esterno, visibile quando il telefono è chiuso, ai 7,93 pollici di diagonale, una volta che si apre il dispositivo. Simile a un mini tablet, questa è una misura che agevola il multitasking, perché si può dividere lo schermo così da usare due app in contemporanea, senza affaticare gli occhi. Oltre che nella progettazione della cerniera che supporta le aperture e chiusure del display – la piega si vede di più rispetto agli smartphone pieghevoli in stile flip, più piccoli e limitati negli usi, ma è meno evidente del passato – gli ingegneri sono riusciti a trovare un equilibrio su peso e spessore. Meno di 10 millimetri, escluso l’anello fotografico sul posteriore, per 240 grammi sono numeri che si percepiscono in maniera limitata quando si richiude il telefono per riporlo nella tasca dei pantaloni.

Huawei Mate X6, lo smartphone gigante in tutti i sensi
Huawei Mate X6, lo smartphone gigante in tutti i sensi
Huawei Mate X6, lo smartphone gigante in tutti i sensi
Alessio Caprodossi
Huawei Mate X6, lo smartphone gigante in tutti i sensi
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Alessio Caprodossi
Huawei Mate X6, lo smartphone gigante in tutti i sensi
Alessio Caprodossi
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Alessio Caprodossi
Huawei Mate X6, lo smartphone gigante in tutti i sensi
Alessio Caprodossi
Huawei Mate X6, lo smartphone gigante in tutti i sensi
Alessio Caprodossi


A proposito di lato B, sul retro di Mate X6 spicca nella parte superiore il modulo tondeggiante e dalle dimensioni generose che racchiude tre fotocamere, il flash LED e la Ultra Chrome Camera che consente una migliore precisione cromatica delle immagini. La cover posteriore lascia anche una buona sensazione al tocco, grazie alla pelle vegana scelta da Huawei per favorire la presa, resa ancora più comoda dalla cover in tinta con il colore del telefono – Black o, come nel nostro caso, Nebula Red – inclusa nella custodia e dotata di supporto per poggiare lo smartphone in orizzontale e gustarsi meglio gare sportive, concerti o altri contenuti video. Quanto alle qualità di scatto, Huawei prosegue la scia avviata in passato con le serie P e Mate, continuate poi con la più recente famiglia Nova e i pieghevoli XL, che hanno segnato l’arrivo sul mercato di innovazioni come la modalità notturna e la fotografia computazionale.

Il Mate segue il solco con l’apertura variabile della fotocamera principale, dotata di sensore da 50 megapixel e stabilizzazione ottica dell’immagine. Quest’ultima si trova anche sul teleobiettivo con ingrandimento ottico 4X. Queste due lenti, più che l’ultra-grandangolare da 50 MP, sono garanzia di ottime foto in particolare di giorno e per i ritratti. Ci sono poi una serie di opzioni da gestire nelle impostazioni che permettono di definire e personalizzare gli scatti. Pur senza gli effetti speciali dell’AI, perno centrale per la maggioranza dei produttori, sul Mate X6 Huawei offre diverse funzioni utili per ottenere scatti e video di livello, come la modalità che ritaglia i documenti, l’opzione Story Creator per creare facilmente video di qualità scegliendo uno dei cinque modelli preimpostati e il Light Painting che, in maniera automatica e in base al soggetto e alle condizioni di illuminazione, consente di catturare scie luminose, graffiti luminosi o acqua effetto seta che caratterizzano lo scatto.

Per far girare le app e gestire i consumi, Huawei cavalca da anni i suoi processori Kirin, non allo stesso livello delle versioni più evolute di Qualcomm ma che nel complesso svolgono bene il proprio lavoro. Perché lo smartphone è fluido e non incappa in improvvisi blackout, anche se con un uso intenso talvolta tende a surriscaldarsi. Buona è anche l’autonomia, considerato almeno il livello (alto) di stress cui è stato sottoposto, andando sempre oltre le 24 ore. Per la ricarica c’è l’alimentatore da 66W in confezione, con cui si impiegano circa 45 minuti per fare il pieno della batteria. Disponibile nell’unica versione da 12+256GB, Huawei Mate X6 mostra il suo punto debole alla cassa, perché è in vendita a 1.999 euro. Una cifra che resta alta e forse fuori portata per un telefono che nell’immaginario comune rischia ancora di pagare l’obbligata rinuncia ai servizi di Big G.

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